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Macerata

Macerata, migliorano le condizioni della bambina gettata dalla finestra. La madre davanti al giudice

La piccola «è facilmente risvegliabile e interagisce con il padre». Secondo quanto è stato ricostruito la madre le avrebbe prima fatto un taglio alla gola e poi l'avrebbe gettata nel vuoto

La Volante della polizia (foto Adobe Stock)

MACERATA – Migliorano le condizioni della bambina di quattro anni gettata dalla finestra nel pomeriggio di domenica primo maggio. Oggi la mamma, una quarantenne di origine indiana, in stato di fermo con l’accusa di tentato omicidio comparirà in tribunale per dare la sua versione di quanto accaduto in quelle drammatiche ore del primo maggio. Secondo quanto è stato ricostruito dalla polizia, la donna avrebbe prima preso un coltello e poi si sarebbe chiusa in una camera con la bambina, dove le avrebbe prima fatto un taglio alla gola e poi l’avrebbe gettata dalla finestra.

Successivamente anche la donna avrebbe cercato di suicidarsi, ma senza riuscirci. La piccola, dopo essere stata soccorsa dai medici del 118 avvertiti da alcuni passanti, è stata trasferita in eliambulanza all’ospedale Salesi di Ancona, dove si trova ancora adesso. La bambina «è stata sottoposta a riduzione e sintesi delle fratture agli arti in anestesia generale – come si legge nel bollettino degli Ospedali riuniti di Ancona – e, al termine della procedura chirurgica, è stata estubata e mantiene il respiro spontaneo con un supporto non invasivo (cannule nasali ad alti flussi). Attualmente non risultano più apprezzabili le piccole falde di pneumotorace evidenziate all’ingresso in rianimazione. La paziente, sottoposta ad analgosedazione per il controllo del dolore postoperatorio, è facilmente risvegliabile e interagisce con il padre. Al momento le condizioni cliniche risultano stabili e soddisfacenti».

La prognosi resta ancora riservata, ma i medici sono ottimisti sull’evolversi della situazione. Ieri il padre, la zia arrivata dall’Inghilterra e altri familiari sono stati al Salesi, per seguire la bimba e starle vicini. Secondo quanto è stato ricostruito dagli inquirenti a far scattare le paure dalle quarantenne sarebbe stato il fatto che il marito doveva tornare in India per motivi di salute, dove lei non poteva seguirlo perché bloccata a Macerata per lavoro. La donna ha pensato che l’uomo volesse portare con sé anche la bambina e questo avrebbe generato il suo stato di paura che avrebbe portato al dramma consumato domenica.