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Macerata

Macerata, l’ex assessore Sciapichetti: «Ecco le sette falsità di Saltamartini sul nuovo ospedale»

Il rappresentante Dem punta il dito contro l'assessore alla sanità: «Le sue bugie umiliano i tecnici che hanno lavorato al precedente progetto»

MACERATA – «L’assessore alle dichiarazioni di distrazione di massa ha infilato almeno sette falsità d’autore sulla questione del nuovo ospedale di Macerata. Bugie per giustificare le proprie scelte che umiliano le decine e decine di tecnici che hanno lavorato alla progettazione». Mostra le carte l’ex assessore regionale Angelo Sciapichetti (Pd) per «smascherare le bugie» dette dall’attuale assessore alla sanità Filippo Saltamartini che, la scorsa settimana, ha annunciato lo stop al progetto per il nuovo ospedale di Macerata, avviato dalla precedente giunta di centrosinistra, per ripartire da zero con una nuova progettazione.

«Mai e poi mai si è parlato di ospedale unico – precisa Sciapichetti, cominciando l’elenco delle sette falsità – perché se fosse stato così l’assemblea dei sindaci, il 27 ottobre 2017, non avrebbe certamente votato all’unanimità, compresi l’attuale presidente della giunta regionale che allora era sindaco di Potenza Picena e l’allora sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli, la proposta. La verità è che si è sempre parlato di ospedale di primo livello, tanto è vero che prima del voto si è preso un impegno per salvaguardare i presìdi di Camerino e San Severino. Se avessimo voluto fare un ospedale unico per tutta la provincia, per quale motivo la Regione ha finanziato il nuovo ospedale di comunità di Tolentino con 14 milioni? Peraltro il decreto Balduzzi prevede  complessivamente, per l’Area Vasta 3, 1.100 posti letto (3 ogni 1.000 abitanti per le acuzie e 0,7 posti letto per le post acuzie) – aggiunge l’ex assessore regionale -. L’ospedale di primo livello avrebbe occupato al massimo 550 posti letto, per cui è evidente come anche gli altri posti letto sarebbero stati salvaguardati».

Il secondo «falso d’autore» riguarda il parere negativo del Dipe che «non ha bocciato alcun progetto, ma ha effettuato osservazioni tecniche, peraltro non vincolanti», così come Sciapichetti smentisce che la commissione tecnica della Regione abbia dato parere negativo «perché non esiste alcuna commissione, ma un gruppo di lavoro, guidato dall’ingegner Franca e insediato nell’agosto del 2019, che ha scelto il progetto presentato da Itinera per il nuovo ospedale, per poi trasmetterlo il 31 gennaio 2020 al Dipe per ottenere un giudizio».

L’ennesima falsità riguarda il costo del progetto, perché se è vero che con il project financing si sarebbero spesi 520 milioni, contro i 350 milioni della procedura tradizionale che la nuova giunta vorrebbe utilizzare «l’assessore Saltamartini – incalza Sciapichetti – non dice che nella prima proposta nel costo complessivo è compresa anche la gestione del calore e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle apparecchiature sanitarie che, da sole, valgono 32 milioni. Altro bluff, secondo Saltamartini sarebbe che la vecchia giunta non ha presentato alcun progetto quando, invece, è proprio il Dipe a specificare che ci sono decine di atti che confermano come il progetto fosse in uno stato avanzato».

Impossibile, poi, per Sciapichetti che la nuova giunta possa completare il nuovo ospedale prima della fine del mandato, visto che «tra progettazione, bandi di gara e avvio dei lavori ci vogliono almeno dieci anni. Ricordo, infine, all’assessore Saltamartini che nella precedente amministrazione regionale sono stati investiti 42 milioni di euro per l’Area Vasta 3 e si sono banditi concorsi per 20 primari. Vedremo se, tra 5 anni, la giunta Acquaroli avrà speso queste stesse somme».

Non può, però, non essere chiamato in causa anche il sindaco Sandro Parcaroli, a cui Sciapichetti tende una mano e chiede di prendere una posizione chiara. «Credo nelle lacrime del sindaco quando parla del nuovo ospedale – conclude Sciapichetti -, ma allora deve decidere se stare con una maggioranza che non vuole l’ospedale di primo livello, o fare un percorso insieme a quelle forze che, come noi, vogliono centrare questo obiettivo».