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Macerata

Macerata, droga al parco anche a minorenni. Otto pusher stranieri a processo

A giudizio un guineano e sette gambiani. L'operazione "Piazza pulita" era stata condotta da poliziotti "undercover" che si erano finti acquirenti. L'indagine era partita dopo la morte di Pamela Mastropietro

Controlli Polizia Macerata
Controlli Polizia a Macerata

MACERATA – Per incastrarli erano stati utilizzati poliziotti “undercover”. Una decina, che si erano finti clienti per documentare l’attività di spaccio posta in essere da otto stranieri, un guineano e sette gambiani. Oggi sono stati tutti rinviati a giudizio, il processo a loro carico si aprirà il 22 marzo del prossimo anno davanti ai giudici del Tribunale di Macerata in composizione collegiale.

L’attività investigativa era scattata all’indomani della morte di Pamela Mastropietro (30 gennaio 2018, ndr) quando una decina di poliziotti sotto copertura aveva dato inizio all’operazione “Piazza pulita”: fingendosi clienti avvicinavano i pusher ai Giardini Diaz o al Parco Fontescodella e li portavano sotto l’obiettivo delle telecamere ad altissima definizione e a infrarossi piazzate precedentemente documentando così decine di episodi di spaccio. Davanti al gup Domenico Potetti e al pubblico ministero Vincenzo Carusi sono così finiti oggi un guineano di 24 anni, A.B.M., e sette gambiani: L.M., 22 anni, I.B., 26 anni, A.J., 23 anni, B.J., 26 anni, K.B., 22 anni, S.N., 22 anni e H.D., 24 anni. Dall’indagine era emerso che tra marzo e maggio del 2018 avrebbero spacciato marijuana e hashish a tossicodipendenti tra i Giardini Diaz e il Parco di Fontescodella.Tra gli acquirenti anche minorenni, uno dei quali non aveva neanche 14 anni.

Il guineano è accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni perché il 21 aprile del 2018 aggredì due carabinieri intervenuti perché lui, apparentemente ubriaco, aveva infastidito gli avventori di un locale in centro storico. Sempre il giuneano il 15 giugno dello scorso anno, di notte, era stato bloccato dalla polizia durante un furto nella copisteria Scripta Manent in via Don Minzoni e aveva reagito sputando, urlando e aggredendo i poliziotti: «Io vi taglio a pezzi e vi mangio – aveva urlato quella volta –. Pezzi di m…, italiani di m…. La legge in Italia non può farmi nulla, prendo una pistola e vi ammazzo, lo giuro su mia madre e su Allah. Figli di p…, io non ho nulla da perdere, vi denuncio tutti, io ho fatto la guerra, nulla mi fa paura. Ne ho ammazzati tanti e ammazzerò anche voi».

Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Simone Matraxia, Giuseppe Roberto Caruana e Giuseppe Lupi.