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Macerata

Macerata: conosce una donna in chat, la ospita e lei lo accusa di violenza sessuale

L'imputato è un 70enne maceratese, la persona offesa una 60enne cilena. L'uomo dopo la morte della moglie ha cercato una compagna. Ieri in aula si è sfogato: «L'ho sempre trattata bene, mi avrà denunciato per poter spillarmi del denaro»

Il tribunale di Macerata

MACERATA – «Con mia moglie siamo stati sposati 40 anni e 12 giorni, poi a gennaio è morta. Non ce la facevo a sopportare quella solitudine forzata e così mi sono iscritto a quel sito di incontri. Cercavo una donna per compagnia, per metterla al posto di mia moglie». L’uomo che parla è un 70enne maceratese, a suo carico c’è un processo in corso per violenza sessuale. A denunciarlo è stata una donna cilena di 60 anni conosciuta su un sito di incontri, la straniera era venuta in Italia nel 2019 con un biglietto di andata e ritorno, il permesso di soggiorno le sarebbe scaduto dopo tre mesi, in prossimità della scadenza si era recata all’Ufficio immigrazione e in quella circostanza dichiarò alla polizia di essere estata vittima di attenzioni sessuali da parte dell’anziano.

Ieri l’uomo è stato sentito in aula al Tribunale di Macerata dal collegio presieduto dal giudice Roberto Evangelisti e dal pubblico ministero Claudio Rastrelli. L’anziano, difeso dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Claudio Bruno Marcolini, ha raccontato che dopo la morte della moglie aveva conosciuto la 60enne cilena: «Per 20 giorni abbiamo parlato in chat, poi abbiamo deciso di vederci. Le ho pagato il viaggio di andata e di ritorno in Italia, l’affitto della casa in Cile perché non era detto che le cose sarebbero andate in porto quindi le avevo proposto di tenere la casa, le ho saldato anche un piccolo debito che aveva con una banca».

«Io l’ho sempre trattata bene, l’ho trattata meglio di un figlio – ha poi aggiunto –, mi chiedeva ripetutamente di sposarmi ma io le dicevo che era presto, che nemmeno ci conoscevamo. Già dalla prima settimana avevo capito che c’era qualcosa che non andava, mi aveva detto di non fumare e invece fumava, mi aveva detto che sapeva cucinare tutto e invece non sapeva fare niente». Quando dopo tre mesi la 60enne andò all’Ufficio immigrazione riferì di essere stata violentata. «L’idea che mi sono fatto – ha concluso – è che aveva un elevato istinto di sopravvivenza e un valore morale prossimo allo zero, mi avrà denunciato per poter restare in Italia, per spillarmi del denaro. Questa è l’idea che mi sono fatto». L’udienza è stata rinviata a febbraio per proseguire e chiudere l’istruttoria, per il 12 aprile invece è fissata la discussione.