Centro Pagina - cronaca e attualità

Macerata

Macerata, affondo del capogruppo Pd: «Centro vaccini troppo piccolo, il Comune non si è mosso»

Narciso Ricotta spiega che: «A Valleverde c'è un'area più adeguata e che andava sfruttata. La mancanza di un'organizzazione idonea rischia di ritardare gli effetti positivi dell’azione dell’Asur»

Macerata, l'ex assessore Narciso Ricotta
Narciso Ricotta

MACERATA – Un centro vaccinazioni «troppo piccolo e senza adeguati parcheggi» quello dell’oratorio di via Capuzi, che rischia di «rallentare la somministrazione delle dosi». Questo l’allarme lanciato dal capogruppo del Pd Narciso Ricotta, che punta il dito contro l’amministrazione che pur avendo tempo per organizzarsi non ha saputo rispondere in maniera adeguata.

«Un grande ringraziamento va alla chiesa Santa Madre di Dio e al suo parroco per aver messo a disposizione il proprio oratorio – incalza Ricotta -, ma era chiaro fin dall’inizio che sarebbe stato inadeguato per una serie di motivi come la scarsità di parcheggi, l’attesa all’aperto, sotto un gazebo e la ristrettezza degli spazi. Già ai tempi del cosiddetto screening di massa, il tampone che i maceratesi fecero al centro fiere di Villa Potenza, avevo detto all’amministrazione che in quel luogo dovevano partire i lavori di riqualificazione – e, infatti, sono in corso le demolizioni – e che bisognava individuare subito un altro posto per i vaccini: il tempo c’è stato ma non è stato fatto nulla».

Il centro vaccini allestito all’oratorio di via Capuzi

Secondo Ricotta, inoltre, spazi migliori per le vaccinazioni in città ci sarebbero, come un’area a disposizione della Protezione civile a Piediripa, già indicata dal capogruppo all’amministrazione. «A Valleverde c’è un’area a disposizione per la Protezione civile con i servizi già predisposti (come acqua ed energia) dove bastava attrezzare una tensostruttura di dimensioni capaci ad accogliere tutte le persone previste e dove c’è ampiezza infinita di parcheggi – conclude Ricotta -. Se l’amministrazione non avesse voluto condividere questa mia proposta avrebbe, comunque, dovuto organizzare più punti di vaccinazione in città per evitare, come invece è avvenuto, il rischio di assembramenti che lamenta l’Asur. C’era il tempo per prepararsi per la somministrazione dei vaccini in modo adeguato ma l’amministrazione non ha provveduto. E questo è grave perché la mancanza di un’organizzazione idonea rischia di ritardare gli effetti positivi dell’azione dell’Asur e dei tanti volontari che, con grande generosità, si stanno impegnando su questo fronte che oggi è il più importante di tutti».