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Macerata

Macerata, l’assessore Iommi scatena la polemica: «Fosse per me taglierei due, tre impiegati dell’ufficio Ambiente»

A scatenare il commento un dibattito sull'erba alta cresciuta attorno ad alcune fonti. Il consigliere di opposizione, Alberto Cicarè: «Il Comune non è casa sua»

L'assessore all'Urbanistica del Comune di Macerata

MACERATA – Non è una persona che le manda a dire l’assessore Silvano Iommi, ma il suo ultimo commento su Facebook, sulla possibilità di “tagliare” alcuni dipendenti comunali, sta aprendo non poche polemiche. «Fosse per me un’efficace soluzione definitiva sarebbe quella di tagliare due, ma anche tre impiegati dell’ufficio Ambiente», ha scritto l’assessore rispondendo a un dibattito in cui si sta parlando della pulizia delle fonti cittadine.

A scatenare la risposta dell’assessore un commento dello scrittore maceratese Mario Monachesi che segnala la situazione di incuria in cui versa fonte San Giuliano che, dopo una pulizia fatta alcuni mesi fa, «si sta nuovamente coprendo di vegetazione spontanea. Urge una soluzione definitiva e seria – sottolinea Monachesi -. Quanto è “difficoltoso” predisporre un paio di tagli annui della vegetazione?».

Il post su Facebook dell’assessore Silvano Iommi

Quello delle fonti è un tema molto caro all’assessore Iommi che, fin da prima di essere eletto, ha scritto libri e pubblicazione ricostruendo la storia di tutte le fonti e i fontanili di cui la città è ricca e, la realizzazione di un percorso delle fonti è stata anche inserita nel programma del centrodestra.

Per cui la sollecitazione di Monachesi ha subito trovato una sponda nell’assessore che sarebbe pronto a una “sforbiciata” al personale comunale. Il botta e risposta non risposta non è sfuggito al consigliere di opposizione Alberto Cicarè (Strada Comune – Potere al popolo) che bacchetta Iommi. «Lei, assessore, non dovrebbe parlare così, perché Facebook non è casa sua, dove può fare battute idiote a suo piacimento – scrive il consigliere sui social -. E non dovrebbe esprimersi così perché neanche il Comune è casa sua, lei sta lì pro tempore, non è il padrone della baracca. Più che insultare a vanvera il lavoro dei dipendenti del Comune il suo compito sarebbe quello di valorizzarlo. Perché poi la ruota gira, e del ricordo di assessori inconcludenti e vanesi è pieno il mondo».