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Macerata

Macerata, affondo di Carancini: «No a corsie preferenziali, sulle vaccinazioni Saltamartini certifica il suo fallimento»

Il consigliere regionale del Pd critica l'accordo che la Regione sta facendo per vaccinare all'interno degli ordini professionali

Romano Carancini, consigliere regionale Pd

MACERATA – «Arriva un’altra sconcertante iniziativa della giunta regionale di destra: il presidente Acquaroli propone agli ordini professionali un accordo per la vaccinazione anti-covid dei loro iscritti. In una regione dove in quasi tre mesi è stata vaccinata poco più della metà degli over 80, dove ancora devono partire le vaccinazioni a domicilio degli anziani non autosufficienti e dei disabili, dove non è chiaro quando e come saranno vaccinate le categorie fragili, senza considerare il buio totale sui tempi e le modalità di somministrazione alla popolazione sotto gli 80 anni, il governatore si accorda per facilitare la vaccinazione di alcune precise categorie di lavoratori: avvocati, geometri, commercialisti, architetti e così via».

Duro affondo del consigliere regionale Romano Carancini (Pd) che punta il dito contro l’ultimo accordo a cui sta lavorando la Regione per favorire le vaccinazioni all’interno degli ordini professionali. Una mossa che per l’ex sindaco di Macerata «antepone gli interessi di categoria al bene della collettività» e che va in direzione opposta «rispetto alle linee del nuovo piano vaccinale del governo, che prevedono di completare le categorie prioritarie per poi procedere, celermente e con tutti i mezzi a disposizione, per fasce di età».

Carancini critica anche le giustificazioni fornite dall’assessore Filippo Saltamartini per giustificare l’accordo che «sarà attuato solo quando ci saranno maggiori quantità di vaccini, così questo permetterà di distribuirli più tempestivamente – commenta Carancini -. L’assessore dirige, anzi dovrebbe dirigere, il sistema sanitario regionale e la vaccinazione è competenza del nostro sistema sanitario pubblico. L’assessore, con questa scelta, ci sta comunicando che il sistema regionale non sarà in grado di provvedere in modo appropriato alla vaccinazione anti-covid e che da solo non potrà rispettare i tempi. Quindi l’assessore, di fatto, ci sta comunicando il suo fallimento e quello di tutta la giunta regionale».

Una situazione «inaccettabile e fuori da ogni logica amministrativa che, in questo tempo di crisi, si decida di gestire l’emergenza facendo delle distinzioni e attivando dei canali preferenziali – conclude il consigliere – attraverso i quali avranno la possibilità di ricevere il vaccino solo alcune categorie di lavoratori, di certo meno esposte e meno a rischio di altre».