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Macerata

Macerata, i lavoratori della ex Nazareno Gabrielli in piazza: «Vogliamo certezze sulla ripartenza»

Operai in cassa integrazione da gennaio e ancora non sono stati pagati gli stipendi di giugno. Incontro con il prefetto Ferdani

MACERATA – «La situazione è pesante, i lavoratori sono stanchi. Per mesi siamo andati avanti con gli stipendi ridotti, contando sulle nostre forze, ma non ci sono prospettive per il futuro». La preoccupazione e la rabbia sono quelle dei lavoratori della Boost (ex Nazareno Gabrielli) di Tolentino che oggi sono scesi in piazza, a Macerata, per accendere una luce su una situazione di incertezza che va avanti da mesi, con una cassa integrazione attiva da gennaio e lo stipendio di giugno che ancora non è stato pagato. Meglio non va per chi ha provato ad andare in pensione e ancora non si è visto riconosciuto il Tfr.

 «Dopo una cassa integrazione Covid chiesta a gennaio, dal primo febbraio è stata aperta una cassa integrazione straordinaria – spiega Biagio Liberati, segretario provinciale Slc Cgil -. Attualmente sono una ventina gli esodati che non hanno ricevuto, al 31 maggio così come era previsto, il Tfr, né hanno avuto accesso alla pensione. Quindi c’è preoccupazione per loro, ma anche per chi resta in azienda da mesi, con stipendi ridotti a causa della cassa integrazione, e con una ripartenza più volte annunciata, ma che ancora non si vede».

I rappresentanti sindacali e gli operai del gruppo Boost in piazza della Libertà

I rappresentati sindacali e i lavoratori si sono ritrovati in piazza della Libertà nell’ambito delle otto ore di sciopero prol, a Macerata, prima che una delegazione fosse ricevuta dal prefetto Flavio Ferdani a cui è stato chiesto di «aprire un tavolo sulla crisi aziendale, che coinvolga la politica, ma anche i vertici dell’azienda». «La situazione è bruttissima perché siamo arrivati ad agosto e non c’è una prospettiva di ripresa – aggiunge Francesca Biagetti, Rsu Cisl -. ci è stato detto che avrebbero anticipato la cassa integrazione, ma di fatto la pagano quando dicono loro, mai il 10 di ogni mese, ma il 29-30 del mese. Chi è andato in pre-pensionamento non ha visto ancora il Tfr e la pensione non l’hanno presa. Non si può andare avanti così, da febbraio che ci dicono la settimana prossima sarò decisiva, ma di fatto non cambia nulla. Io ho sempre avuto speranza, ma oramai anche quella è quasi finita».

«L’ex Nazareno Gabrielli, oggi gruppo Boost, è in grave difficoltà finanziaria – conclude Alessandro Gay, segretario generale Fistel Cisl Marche -. Non sono stati ancora pagati gli stipendi del mese di giugno e abbiamo paura che anche luglio possa avere delle criticità. Con l’azienda abbiamo avuto rapporti e fatto incontri fino a pochi giorni fa per mantenere uno sblocco finanziario e poter ripartire, perché ci avevano sempre detto che gli ordini erano nel portafoglio ma non riuscivano ad evaderli per un blocco finanziario. A oggi il blocco finanziario è rimasto tale e continuiamo a chiedere incontri per poter sperare che questa azienda riparta perché fa parte del dna di un territorio già fortemente colpito dal sisma».