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Macerata

La piazza di Macerata si accende sulle note di Mozart. Carancini: «Bisogna avere la forza di sperimentare»

Il progetto di light strategy è stato realizzato dall'Accademia di Belle Arti. Sono stati installati 222 corpi illuminanti a fronte dei 35 rimossi; i consumi annui erano di 44mila chilowatt oggi sono di 21mila

L'accensione delle luci a Macerata

MACERATA – Nuova veste a Macerata per piazza della Libertà, Palazzo del Municipio, Loggia dei Mercanti, Palazzo del Governo, chiesa di San Paolo, Piaggia dell’Università, Teatro Lauro Rossi, Torre civica, Palazzo Amici e Palazzo Rotale. Un’accensione, quella del progetto realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata, accompagnata dalle note del Don Giovanni di Mozart – intonato dal tenore Giacomo Medici affacciato dal Palazzo comunale e dalla musica del pianoforte – che sarà in scena allo Sferisterio dal 18 luglio.

Il sindaco Romano Carancini, durante il suo discorso – una sorta di lascito, un testamento -, ha ripercorso alcune delle tappe che hanno portato a questa strategia di light design e all’illuminazione, anno dopo anno, del luoghi simbolo della città. Prima però un saluto al prefetto Iolanda Rolli che lascerà Macerata alla volta di Reggio Emilia e un “abbraccio” anche al regista del Don Giovanni Davide Livermore.

Un momento della cerimonia

«Abbiamo immaginato che prima ancora di illuminare un monumento o una piazza si trattava di illuminare l’anima della nostra città, i suoi luoghi simbolo, le nostre identità, gli spazi da scoprire e riscoprire – ha detto il primo cittadino -. Una città non può essere amministrata e basta. Non è niente amministrare una città, bisogna darle un compito altrimenti muore; le luci di questa città sono il compito ispirato di questo progetto. Nel 2014 nasce il progetto “Macerata che sarà” quando ci siamo misurati con il bando regionale ITI dove una delle azioni era quella dell’efficientamento dell’illuminazione».

«Abbiamo lottato e abbiamo vinto e da lì è nata l’idea che alla base delle luci della città ci fosse una strategia coerente della luce architetturale, artistica e scenografica; tutto dentro a una visione più generale e coerente – ha continuato Carancini -. Vorrei però fermarmi a sottolineare anche le accuse che delle volte sono diventate offese, usate come clava contro le persone: “non avete idee”, “non siete capaci di trovare fondi europei”, “non fate partecipare le persone”, “non riuscite a collaborare con nessuno”. Mi hanno chiesto di essere istituzionale in questo discorso ma io voglio essere me stesso, lo devo a chi ha lavorato con me fianco a fianco in questi anni con totale dedizione e impegno per la città».

Un momento della cerimonia

Il progetto artistico di light design, firmato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata nell’ambito del Piano Light Design Strategy, realizzato con 222 apparecchi illuminanti, rappresenta un importante tassello del programma di riqualificazione dei beni culturali storico-architettonici della città. «Un’avventura entusiasmante – ha continuato Carancini -. Dopo il monumento ai caduti subito lo Sferisterio e ancora senza tregua piazza della Libertà che ha saputo trasformare in questo viaggio l’intuizione in idea, l’idea in progetto, il progetto in risorse, le risorse in un risultato e il risultato in un bene per la città e per i suoi cittadini, per oggi e per domani».

«Abbiamo avuto il coraggio di andare contro le facili abitudini, di tuffarci in mare e nuotare, di metterci in gioco e provare a cambiare dentro un percorso di crescita e partecipazione; non si può prescindere dal battere nuove strade ma bisogna avere l’ardire del cambiamento e la forza della sperimentazione» ha aggiunto il sindaco annunciando anche la realizzazione di un percorso dedicato a padre Matteo Ricci all’interno della Biblioteca Mozzi Borgetti.

«In questa piazza proviamo a riconoscerci e ripartiamo da qui memori di tutto ciò che è stato fatto fino a ora» ha concluso Carancini.

Un momento della cerimonia

La parola poi al presidente dell’Accademia di Belle Arti Vando Scheggia che ha ripercorso le tappe del progetto parlando di un’Accademia che «non è separata dalla città. Gli studenti non sono relegati nelle aule e fare astratta teoria; questa è la dimostrazione pratica che la teoria che viene loro insegnata viene poi messa in pratica. Vorrei però anche fare una annotazione: le luci mettono in evidenza la bellezza ma anche la bruttezza – ha continuato -. Non so se devo rivolgermi al sindaco o al presidente della Provincia in questo caso; ecco, il palazzo del Governo ha quelle terribili serrandine che andrebbero tirate giù definitivamente».

L’assessore ai lavori pubblici Narciso Ricotta ha poi spiegato nel dettaglio il piano di intervento. «Questa è una tappa, non è l’ultima tappa – ha detto -. Sono stati installati 222 corpi illuminanti a fronte dei 35 rimossi; i consumi annui erano di 44mila chilowatt oggi sono di 21mila. Gli apparecchi installati sono tutti di tecnologia led, ad alta resa cromatica, notevole nel tempo ed elevata efficienza energetica».

Un momento della cerimonia