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Macerata

Imprenditorialità e innovazione, le Università delle Marche insieme per sostenere il futuro dei giovani

Per l'edizione 2021 della Start Cup Marche, l'ateneo di Camerino ha coinvolto anche quelli di Macerata e Urbino e la Politecnica. Aperto il bando in cui proporre idee da sviluppare con start up o spin off

CAMERINO – Le quattro Università delle Marche si uniscono per sostenere e promuovere le migliori idee innovative che possano concorrere allo sviluppo economico del territorio. Per l’edizione 2021, infatti, l’Università di Camerino ha deciso di allargare la “Start Cup Marche” anche alle Università di Macerata e Urbino e alla Politecnica delle Marche per aiutare in maniera ancora più diffusa e capillare gli studenti a promuovere i loro progetti di autoimprenditorialità.

Per promuovere la propria idea di impresa, sia sotto forma di start up che di spin off universitario, basta collegarsi al sito www.unicam.it/start-cup-marche e, entro il 6 settembre, compilare il modulo di adesione in cui, in sintesi, dovrà essere riassunto il proprio progetto innovativo. «L’idea, poi, dovrà essere raffinata entro il mese successivo – ha spiegato Daniele Rossi, delegato di Unicam per gli spin off, le start up e gli incubatori tecnologici -, accompagnati da un team di docenti delle quattro Università che daranno ulteriori aiuti tecnici. Al termine di questo mese, i presentatori saranno chiamati per una giornata in presenza in cui dovranno convincere una commissione della bontà della propria idea. I primi tre classificati avranno diritto a un premio in denaro che, naturalmente, dovrà essere investito nel progetto e potranno partecipare alle fasi finali del circuito Pni-Cube (società che ogni anno promuove il premio nazionale per l’innovazione) che si svolgerà a Roma per accedere a ulteriori finanziamenti per la loro impresa».

«C’è una collaborazione importante perché i quattro atenei non apporranno solo un logo o interverranno con un patrocinio – ha aggiunto il rettore di Unicam, Claudio Pettinari – ma lavoreranno per aiutare le migliori idee a diventare impresa, per svilupparsi, per crescere, per far maturare i ragazzi che parteciperanno. C’è bisogno del supporto di tutti e quattro gli atenei perché ognuno può portare il suo contributo e anche perché dovremo stimolare i ragazzi che intenderanno mettere a frutto le loro idee. Abbiamo bisogno di loro, questo territorio fragile, che da un punto di vista economico sta attraversando un brutto periodo, ha necessità di un nuovo attivismo».

Le Università, quindi, sono pronte a investire nuovamente in «conoscenza – come ha specificato Stefano Marasca, delegato del rettore per la Politecnica delle Marche -, perché l’investimento più importante è proprio nella conoscenza e questo non sempre richiede ingenti quantità di risorse come siamo abituati a pensare».

«La bontà di questa iniziativa è duplice perché, da un lato, diamo lezioni di competenza, perché parliamo di business plan con cui bisogna convincere la giuria e la platea di finanziatori della bontà del progetto – ha concluso Francesca Spigarelli, delegata del rettore per l’Università di Macerata -, ma dall’altro diamo un’iniezione di fiducia, rassicuriamo e accompagniamo i ricercatori e gli studenti con questo messaggio positivo in un momento difficile. Di innovazione che risiede nella qualità nel nostro territorio ce n’è tanta, ma ha bisogno di sostegno».