Centro Pagina - cronaca e attualità

Macerata

Green pass obbligatorio in azienda? Gli imprenditori di Confartigianato Macerata si dividono. «Chiarezza sui controlli»

Inviato un questionario a 500 associati delle province di Macerata, Ascoli e Fermo. Il 52% degli intervistati è contrario, favorevole il restante 48%

Il presidente Enzo Mengoni

MACERATA – L’ipotesi di un’introduzione obbligatoria del Green pass nelle aziende divide gli imprenditori associati a Confartigianato imprese Macerata-Ascoli Piceno e Fermo. L’associazione, infatti, ha sottoposto 500 questionari a diversi imprenditori delle tre province, da cui è emerso che il 52% degli intervistati è contrario e il 48% favorevole. Il 53% dei partecipanti al sondaggio, inoltre, si dice favorevole all’obbligo di Green pass già varato dal Governo (con impiego in eventi, bar, ristoranti…) e il 55% è d’accordo sull’introduzione della certificazione per i dipendenti nei luoghi di lavoro.

Quest’ultimo dato va comunque contestualizzato perché le maggiori perplessità arrivano proprio da chi ha più personale in organico. In effetti, alla domanda “riusciresti a gestire le operazioni di controllo del Green pass nella tua impresa”, il 54% è contrario a questa incombenza. In presenza di obbligo di Green pass, gli intervistati sarebbero disposti a “frenare” i dipendenti sprovvisti di documenti impedendo loro l’accesso in struttura (45%) o sospendendo lo stipendio del dipendente non in regola (20%). Un 10% del campione non vuole comunque applicare alcun tipo di sanzione o limitazione al personale. Reputata marginale dagli intervistati la possibilità di far cambiare mansione al dipendente senza Green pass: del resto, questa ipotesi è impraticabile per le ridotte dimensioni delle imprese interessate al questionario.

Gran parte degli imprenditori è invece convinta (59%) che l’introduzione della Certificazione Verde
obbligatoria complicherà il reperimento di nuova manodopera in caso di bisogno. «Questo nostro questionario evidenzia che il Green pass è un provvedimento che sta dividendo di netto il settore produttivo – spiega il segretario generale di Confartigianato, Giorgio Menichelli – e questa incertezza riteniamo sia condizionata ad una serie di rebus che attanagliano gli imprenditori. Vanno sicuramente chiariti gli ambiti della loro responsabilità. Il primo punto interrogativo riguarda proprio la privacy del singolo perché il datore di lavoro non può pretendere di sapere quali dipendenti siano vaccinati. Mettiamo caso che questo limite verrà superato legislativamente: l’obbligatorietà di Green pass nelle aziende aprirà una serie di ripercussioni nel rapporto dipendente-imprenditore, con quest’ultimo che sarà costretto a prendere provvedimenti nei confronti di chi si rifiuta di presentare la certificazione verde. Come? Cambiandolo di mansione? Sospendendo lo stipendio? Addirittura licenziandolo? Tutte ipotesi che porteranno all’apertura di contenziosi».

Confartigianato, quindi, pur sottolineando l’importanza di procedere con la vaccinazione in quanto «unica arma a disposizione nella lotta contro il Covid-19», chiede maggiore chiarezza sull’introduzione del Green pass. «Proteggerci, e proteggere gli altri, è una responsabilità collettiva, in primis per salvaguardare il bene primario, cioè la salute – conclude il presidente Enzo Mengoni -. Quindi, oltre all’aspetto sociale, siamo convinti che una campagna vaccinale capillare possa davvero evitare ulteriori tracolli economici. Ora l’introduzione del Green Pass obbligatorio sta gettando gli imprenditori in un limbo di incertezza circa la loro responsabilità sul controllo della certificazione. Tale incombenza non può infatti ricadere esclusivamente sulle spalle delle aziende. Nei periodi più bui di questa pandemia e nei maggiori picchi di contagi le nostre imprese hanno lavorato in sicurezza, seguendo tutti i protocolli previsti dalle normative. I risultati si sono visti, le aziende sono state efficienti e non hanno alimentato la diffusione. Quindi non possiamo ora mettere gli imprenditori nella condizione di fare gli sceriffi, obbligandoli ai controlli dei Green pass.
Impegniamoci tutti a fare la nostra parte per far crescere la campagna vaccinale».