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Giornate Fai a Civitanova, gli studenti faranno da guida ai loro compagni

Fino a sabato 26 novembre visite a Palazzo Sforza, Teatro Annibal Caro, Santuari di Santa Maria Apparente e San Marone

CIVITANOVA MARCHE – Giornate Fai per le scuole, gli studenti faranno da ciceroni ad altri studenti. L’iniziativa, in programma da oggi, lunedì 21, terminerà sabato 26 novembre. Al centro delle attenzioni i luoghi simbolo della storia cittadina: parliamo di Palazzo Sforza, attuale sede del Comune, dei Santuari di Santa Maria Apparente e San Marone e in ultimo, ma non certamente per importanza, del Teatro Annibal Caro.

Le visite sono state organizzate in collaborazione con la Pinacoteca civica Marco Moretti e gli istituti comprensivi Ugo Bassi e Ungaretti: nei giorni scorsi la direttrice della Pinacoteca Enrica Bruni ha formato alcuni alunni della “Classi amiche” del Fai, che saranno protagonisti delle giornate.

«Il Comune di Civitanova – le parole del sindaco Fabrizio Ciarapica – è un iscritto speciale al Fai e quindi non può che essere orgoglioso di questa particolare esperienza formativa offerta alle scolaresche, che ne trarranno vantaggio e arricchimento. La nostra eredità storica e culturale, l’opera delle generazioni passate è una eredità che i giovani devono conoscere, apprezzare e tutelare per lo sviluppo futuro della nostra città e della nostra nazione».

Il teatro Annibal Caro

Il Teatro Annibal Caro sorge nel centro storico di Civitanova alta, nell’omonimo corso. Inaugurato nel 1872, con l’opera di ballo in maschera di Verdi e la Norma di Bellini, fu il coreografo civitanovese Adriano Cecchetti a dare il via alle stagioni. L’ingresso dell’edificio è «ornato da un portale rinascimentale in pietra bianca – spiegano dal Fai – finemente decorata, proveniente dalla dimora gentilizia della famiglia Santucci e riutilizzato per ornare l’ingresso del teatro cittadino. La sala del teatro ha una pianta a ferro di cavallo, due ordini di palchi e un loggione a galleria per 250 posti. Il soffitto ad affresco è ornato da decorazioni policrome di stile classico con un fregio circolare di foglie d’acanto e medaglioni. Al centro del soffitto dipinto è collocato un elegante rosone e intorno si alternano figure di putti e fregi. Il fondale storico dipinto da Giovanni Nunzi nel 1872 raffigura l’apoteosi di Annibal Caro, illustre letterato civitanovese traduttore dell’Eneide di Virgilio. Il teatro Annibal Caro restaurato, dopo 14 anni di abbandono, viene riaperto al pubblico nel 1997 ed è sede di numerosissimi spettacoli, di danza, prosa e concerti di musica colta».