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Macerata

Gagliole, si scattano foto con una salma mummificata: due matelicesi a processo

Un 54enne e un 47enne devono rispondere di vilipendio di cadavere. La vicenda risale al 9 febbraio 2018 e venne alla luce quando lo scatto finì online

Il tribunale di Macerata

GAGLIOLE – Dovevano riesumare delle salme dopo la scadenza della concessione dei loculi cimiteriali, ma quando hanno aperto una delle bare hanno visto che dentro il cadavere era mummificato, allora lo hanno tirato su, lo hanno messo in mezzo e si sono fatti scattare una foto ricordo. Un 54enne e un 47enne, entrambi di Matelica, sono finiti sotto processo per vilipendio di cadavere. Questa mattina si è aperto il processo a loro carico davanti al giudice del Tribunale di Macerata Vittoria Lupi e al pubblico ministero Rocco Dragonetti. Il 47enne tramite l’avvocato Sandro Pugliese, ha chiesto la sospensione del processo con messa alla prova e l’udienza è stata rinviata per premettere al coimputato di valutare l’eventualità di proporre anche lui la stessa richiesta tramite il nuovo difensore, l’avvocato Marco Fabiani.

L’avvocato Sandro Pugliese

Il fatto risale al 9 febbraio del 2018. All’epoca i due imputati lavoravano per una ditta, una società cooperativa di Tolentino incaricata di gestire il cimitero di Gagliole (Mc). Quel giorno oltre alla salma della donna era stata esumata anche quella del marito, ma quest’ultimo non era in stato di mummificazione per cui i suoi resti erano stati messi in una cassettina posizionata all’interno dell’ossario del cimitero. Con la moglie, invece, le cose andarono diversamente. I due uomini avevano tirato su la salma, poi si erano posizionati uno a destra e uno a sinistra del corpo, uno le teneva un braccio, l’altro le aveva poggiato una mano sulla spalla mentre una terza persona scattava la foto. La vicenda venne alla luce perché quella foto finì online, qualcuno la vide e segnalò il fatto all’autorità giudiziaria. Nello scatto i due uomini indossavano una mascherina ma la polizia postale e i carabinieri riuscirono comunque nel giro di poco tempo a risalire alla loro identità, anche perché lo stesso sindaco, vista la foto e riconosciuto il cimitero del proprio comune, chiamò i carabinieri per segnalare la circostanza.

Oggi dunque la prima udienza, in aula era presente anche una parente della donna morta. La prossima udienza si terrà l’11 novembre.