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Macerata

Le frattura un dito e la minaccia di sfregiarla con l’acido, pasticcere accusato di stalking e lesioni

Oggi si è aperto il processo a carico di un 41enne di un comune dell'entroterra maceratese. La difesa: «Il mio cliente, onesto e stimatissimo imprenditore, contesta di aver commesso fatti penalmente rilevanti»

Il tribunale di Macerata

MACERATA – Deve rispondere di stalking e lesioni un pasticcere 41enne di un comune dell’entroterra maceratese. Questa mattina in Tribunale a Macerata si è aperto il processo a suo carico dinanzi al giudice Andrea Belli e al pubblico ministero Raffaela Zuccarini. La persona offesa si è costituita parte civile con l’avvocato Lorella Ricciardi. Secondo la ricostruzione accusatoria (il fascicolo è del pm Rosanna Buccini) avrebbe minacciato di sfregiare sia la donna sia la figlia con l’acido, in un’occasione avrebbe fratturato un dito alla persona offesa, in un’altra le avrebbe provocato una frattura alle costole.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2017 e il 2022. Secondo quanto riferito all’epoca dalla donna, lei e l’imputato si erano conosciuti per motivi di lavoro, lei era stata assunta da lui e dopo qualche tempo tra loro era nata una relazione sentimentale. Ma successivamente i rapporti si sarebbero fatti tesi: per l’accusa lui avrebbe iniziato a perseguitarla minacciandola di farle portare via i figli, aggredendola più volte con schiaffi e pugni e facendola cadere a terra. Un giorno mentre erano in auto lui le avrebbe preso una mano piegando e fratturandole un dito. Ad agosto del 2020 dopo che la donna gli avrebbe detto per l’ennesima volta di voler lasciare il lavoro lui avrebbe reagito aggredendola e impedendole di uscire dalla stanza in cui si trovava. Nei mesi a seguire ci sarebbero state altre discussioni e altre violenze, ma è nel 2022 che le aggressioni e le minacce si sarebbero fatte ancora più pesanti: a febbraio il pasticcere l’avrebbe minacciata di darle fuoco a casa, ad aprile in un’occasione l’avrebbe avvertita che l’avrebbe sfigurata con l’acido, in un’altra le aveva inviato una foto con tre taniche con la scritta “acido muriatico” e il riferimento di utilizzarle verso i figli. Poi, dopo circa due settimane, un altro messaggio terribile: «Tu fai un passo falso e uso l’acido contro tua figlia, te lo giuro».

«Il mio cliente – ha dichiarato a margine dell’udienza l’avvocato Paolo Giustozzi –, onesto e stimatissimo imprenditore leader del suo settore, contesta di aver commesso fatti penalmente rilevanti. La querela si riferisce a vicende da contestualizzare nell’ambito dei rapporti lavorativi intercorsi tra le parti. Le prove ammesse dal giudice faranno luce su questi aspetti». Dopo l’apertura del dibattimento l’udienza è stata rinviata al prossimo 21 novembre per sentire la parte civile e quattro testimoni indicati della procura.

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