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Macerata

Focolai nelle case di riposo del Maceratese, domani l’arrivo dei medici militari

L'invio di personale è stato richiesto dall'assessore regionale Saltamartini. Il sindaco di San Severino Piermattei: «A causa dei contagi sanitari dimezzati»

Immagine di repertorio

MACERATA- È previsto per domani l’arrivo dei medici militari nelle case di riposo della provincia maceratese in cui sono presenti focolai di Covid-19. A essere interessate, purtroppo, dai contagi, sono le strutture di Villa Cozza a Macerata, di Loro Piceno e Mogliano (delocalizzate a Maestrà di Urbisaglia), la Lazzarelli di San Severino e la casa di riposo Fusco di Civitanova. Sono circa 150 gli ospiti delle strutture maceratesi risultati positivi al virus; a questi si aggiungono anche gli operatori sanitari e purtroppo sono stati registrati anche dei decessi.

A esprimere preoccupazione è il sindaco di San Severino Rosa Piermattei. «L’emergenza scattata all’interno della struttura ha tolto il sonno a tutti – ha detto il primo cittadino -. I numeri sono in crescita: abbiamo 34 anziani ospiti positivi. A questi si devono aggiungere nove operatrici socio sanitarie e quattro infermiere. Le condizioni degli anziani ospiti variano giornalmente e per qualche degente si è reso necessario il trasferimento in strutture Covid per non pesare soprattutto sull’organizzazione della struttura che deve fare i conti con l’allestimento dei percorsi sporchi-puliti».

Come sottolinea il sindaco Piermattei per gestire al meglio la situazione «si dovrebbe avere il doppio del personale rispetto alla normalità e invece, a causa dei contagi in struttura, oggi il personale è esattamente dimezzato. Al momento il servizio Usca dell’Asur ha messo a disposizione un dottore e un infermiere per effettuare tutti i controlli mentre la cooperativa che gestisce il servizio assistenziale si sta adoperando per sostituire il personale risultato positivo ai tamponi. A queste preoccupazioni si aggiungono le difficoltà che la struttura presenta da un punto di vista architettonico. La casa di riposo infatti è disposta su tre piani e senza personale è impossibile gestirla. Per questo ancora una volta sono a richiedere l’immediato intervento di personale dell’Esercito» ha concluso il sindaco.

E proprio sull’arrivo del personale medico militare l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini – che ne ha subito richieste l’invio – ha spiegato che lo stesso è previsto per domani. «La cura e l’assistenza dei pazienti al momento viene comunque garantita dalle Usca e dai medici specialisti dell’Asur» ha detto l’assessore che, dopo l’esperienza vissuta nella prima ondata di emergenza nella casa di riposo di Cingoli, ha subito richiesto l’intervento del personale dell’Esercito.

Intanto nella casa di riposo di Mogliano è arrivato un grande gesto di solidarietà. «Ringraziamo calorosamente il clan “Burrasca” del gruppo scout di Mogliano per aver donato alla nostra struttura due nuovi saturimetri e alcuni igienizzanti – ha detto il sindaco Cecilia Cesetti -. Mai come in questo momento un gesto di solidarietà può scaldare il cuore di chi combatte tutti i giorni contro il Covid».