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Macerata

“Fashion Green”, Camera Marche a supporto del distretto calzaturiero regionale

Un bando per la sostenibilità delle produzioni finalizzato a rafforzare la filiera sui mercati internazionali. Riciclo, tracciabilità e rispetto per l’ambiente sono le linee guida

ANCONA – Con i piedi per terra. È questo lo slogan, nonché il significato profondo, del bando aperto dalla Camera di Commercio delle Marche per il settore calzaturiero regionale. Un prezioso supporto – dell’ammontare di 500mila euro (limite massimo di 5mila euro per ciascuna impresa) – per la sostenibilità delle produzioni delle imprese marchigiane, nell’ambito delle azioni rivolte al potenziamento della competitività delle filiere sui mercati internazionali.

Sono ammesse a contributo le domande delle imprese per la realizzazione di uno o più campionari e/o collezioni che prevedano almeno una delle seguenti linee di intervento:
– L’acquisto di materie prime naturali o rinnovabili o biodegradabili per la creazione del prodotto
– La realizzazione di processi produttivi a basso impatto ambientale
– La tracciabilità dei prodotti, da cui si evince la sostenibilità delle materie prime, dei processi produttivi e dei luoghi di produzione
– L’utilizzo di packaging sostenibile

Sono ammissibili le spese dal 1° maggio 2021 fino al 31 ottobre 2021, e la domanda può essere inviata dal 1 ottobre al 15 novembre 2021.

«Questo bando è stato pensato per valorizzare la produzione sostenibile della calzatura – spiega il presidente di Camera Marche, Gino Sabatini – Ci sono parecchie aziende delle Marche che già presentano campionari con queste peculiarità. Abbiamo pensato di investire risorse per offrire alle imprese dei voucher, così da essere più forti sui mercati per acquisire di nuovo la clientela che la pandemia ha un po’ disperso. Per un rinascimento della calzatura nel mondo, in nome della sostenibilità e dell’ecologia. L’emergenza andrà affievolendosi, ma l’e-commerce resterà. Sul web si sono trasferite molte azioni di marketing e promozione, anche le fiere. Camera Marche ha intercettato sin da subito questi cambiamenti e oggi continua, con la nuova misura, a rispondere alle esigenze di scenari completamente mutati. L’imperativo è essere attrattivi, attenti, reattivi ai cambiamenti del mercato. Credere nella ricerca e nella possibilità di coniugare funzionalità, stile e made in Italy della calzatura che siano in grado di arrivare a realizzare un’azienda sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale».

Grande soddisfazione anche da parte del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro e della presidentessa della provincia di Fermo, Moira Canigola. «Un bellissimo gesto da parte della Camera di Commercio, particolarmente vicina al nostro territorio, soprattutto in questo momento». Collegato telefonicamente alla presentazione del bando, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori: «Il settore calzaturiero è fra quelli più colpiti dal Covid – ricorda il professore -. Sostenibilità ed economia circolare, pertanto, possono offrire una grandissima opportunità».

«Il bando presentato – spiega Andrea Sartori, componente di giunta di Camera Marche e imprenditore del settore – rappresenta un nuovo strumento destinato alla competitività delle aziende calzaturiere che potranno realizzare campionari ecosostenibili da presentare alle prossime fiere internazionali Pitti, Garda, Micam. Riguarda le imprese che si sono già approcciate con il mondo del green, ma si incentivano anche quelle che intendono avvicinarsi».

La misura è stata pensata per sensibilizzare il tessuto imprenditoriale sui temi dell’economia circolare e sostenere le aziende che stanno integrando il principio della sostenibilità con il proprio business ed utilizzando in via preferenziale la filiera corta territoriale per l’approvvigionamento delle materie prime. La riduzione e gestione dei rifiuti, l’utilizzo di materiali riciclabili o biodegradabili, la pianificazione della second life o riuso dei beni prodotti, rappresentano le sfide che il comparto calzaturiero deve affrontare, grazie all’innovazione tecnologica, per continuare ad essere competitivo su tutti i mercati.

Gino Sabatini Presidente della Camera di Commercio delle Marche

Nel panorama delle attività manifatturiere, le Marche si distinguono sicuramente per un’evidentissima specializzazione produttiva in riferimento al comparto della fabbricazione di articoli in pelle e simili: alla data del 31 dicembre 2020, le sedi legali d’impresa che risultano avere come attività principale una di quelle che rientrano nella classificazione ATECO 2007 della fabbricazione di articoli in pelle e simili (C 15) sono 4.021, numero assoluto che è preceduto solamente dalle 7.308 imprese del comparto presenti in Toscana. Tuttavia, se si considera la quota di tali imprese sul totale delle imprese delle rispettive regioni, emerge che sono proprio le Marche la regione con l’incidenza maggiore, attestata al 2,4%, la Toscana è la seconda con una quota pari all’1,8%. Per tutte le altre regioni il peso di tali imprese si colloca sotto la soglia dell’1% e la media nazionale è dello 0,4%. Esaminando le 4.021 imprese marchigiane della fabbricazione di articoli in pelle e simili, si riscontra un’ulteriore peculiarità regionale, infatti 3.586 di esse rientrano nella classe di attività economica 15.2, vale a dire la fabbricazione di calzature. Si tratta di una percentuale di grande rilevanza, pari all’89,2%, che non ha confronto con la quota della Toscana (32,7%), né con altre regioni dai numeri assoluti dell’ordine di grandezza delle migliaia di imprese calzaturiere.

Focalizzando l’attenzione sulle due province marchigiane (Fermo e Macerata) con la più spiccata specializzazione calzaturiera, si possono individuare i Comuni nei quali le imprese di fabbricazione di calzature fanno osservare numeri assoluti rilevanti e allo stesso tempo un’incidenza elevata sulle imprese totali comunali; essi sono, nella provincia di Fermo, Montegranaro (374, 24,5%), Monte Urano (339, 32,2%), Porto Sant’Elpidio (588, 19,1%), Sant’Elpidio a Mare (409, 22,4%); in provincia di Macerata, Monte San Giusto (205, 24,2%) e Morrovalle (142, 12,5%).