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Macerata

Due suicidi in meno di 24 ore sconvolgono l’Arma dei Carabinieri

Il segretario regionale Paolo Petracca esprime il dolore del sindacato Unarma Marche. Ad oggi sono 22 i suicidi di carabinieri registrati nel 2021

Lutto per l'Arma dei carabinieri

ANCONA – Due carabinieri si tolgono la vita in meno di 24 ore. Due uomini dello Stato cedono alla disperazione. L’Arma dei Carabinieri è sconvolta, così come la comunità, per la morte di un militare a Cuneo e, a distanza di neanche un giorno, di un carabiniere 51enne residente ad Apiro e in servizio al Reparto Comando della Legione di Ancona.

«Una strage – il commento amareggiato del segretario regionale del sindacato Unarma Paolo Petracca – sconvolgente. Due suicidi in meno di 24 ore. Siamo ogni giorno più sconvolti per questa autentica strage di Servitori dello Stato, di figli, fratelli, mariti e padri. Una strage di colleghi, con cui condividiamo il peso delle responsabilità, lo sgomento delle difficoltà, lo sfinimento dei sacrifici, l’angoscia delle frustrazioni. Ma mai, in alcun caso, vorremmo affrontare giorni come questo. L’ennesimo tragico giorno in cui piangiamo un amico, una di quelle cose a cui non saremo mai preparati abbastanza». Con queste parole Paolo Petracca, segretario regionale Unarma Marche, esprime il cordoglio proprio e dell’Associazione nel giorno in cui uno dei militari in forza al Reparto Comando della Legione Carabinieri di Ancona si è tolto la vita ad Apiro.
«E appena ieri sera, a Cuneo – aggiunge Petracca – un altro carabiniere si è suicidato, cedendo sotto al giogo di chissà quale crisi che tutti, ma proprio tutti, dobbiamo chiederci se sia stata indagata e conosciuta e fronteggiata a sufficienza».

Unarma registra il dato agghiacciante di 22 suicidi solo nell’Arma dei Carabinieri dall’inizio dell’anno. «È motivo di sofferenza grande, insostenibile, inconsolabile – continua Petracca -; rivolgiamo il nostro pensiero commosso e dolente ai familiari del collega che oggi ci ha abbandonati, orfani del suo sorriso e della sua sensibilità. Ci sentiamo persino in difetto, perché ciascuno di noi si sta chiedendo cosa avrebbe potuto fare, magari, per accendere una luce di speranza. Ecco – conclude – siamo convinti che questa domanda debba battere come la goccia che scava la pietra nella mente di chi, all’interno delle Amministrazioni, può adoperarsi per fronteggiare il fenomeno dei suicidi fra gli Appartenenti alle Forze dell’ordine, fosse anche forzando ogni resistenza, ogni ritrosia, ogni sottovalutazione, ogni timore e ogni sfiducia. La vita di un Servitore in divisa lo vale bene».