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Macerata

Dpcm, Guzzini di Confidustria Macerata: «Rischiamo di svendere il Paese. Al Governo chiediamo un confronto»

I dati di Confindustria nazionale parlano di 350 mila imprese a rischio con una perdita di un milione di posti di lavoro e di 20 miliardi di euro di fatturato

Il direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò e il presidente Domenico Guzzini

MACERATA – Il day after del nuovo Dpcm firmato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte è amaro per tutti. Dai luoghi di cultura al mondo della ristorazione, dal turismo fino alle imprese; nessuno è escluso dalle ripercussioni che si verificheranno in questo mese di stop in base alle disposizioni stabilite dal Governo. Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Confindustria Macerata Domenico Guzzini, che ha lamentato una mancanza di ascolto e di confronto da parte del Governo centrale con tutti gli interessati dalle nuove misure.

«Quello che stiamo vivendo è un momento di grande difficoltà e dobbiamo essere uniti e contrastare questa situazione di emergenza che non è solo sanitaria ma anche economica – ha detto Guzzini -. Oggi mi sono confrontato anche con il nostro presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi, che mi ha confermato il fatto che non si riesce a stabilire un dialogo produttivo con i politici che sono al Governo. Confidiamo nella possibilità che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella possa riuscire ad aprire un dialogo con il mondo delle associazioni come con i sindacati e tutti gli attori interessati dalla crisi economica altrimenti ci troveremo a dover commentare le manifestazioni in piazza contraddistinte dalla violenza che abbiamo visto nei giorni scorsi e che non sono certamente una bella cosa».

«Il nuovo Dpcm, come anche quelli passati, continua a infondere paura e insicurezza nei cittadini e nei lavoratori perché tutti hanno investito soldi per mettere in sicurezza le proprie attività e ora si trovano a dover richiudere; questa sembra davvero una presa in giro – ha proseguito il presidente di Confindustria Macerata -. Si sta verificando un malcontento generale e non dimentichiamo che questi esercizi sono a gestione familiare e queste misure mettono in ginocchio la classe media del nostro Paese. Dobbiamo dare liquidità al sistema e dobbiamo affrontare le questioni dal punto di vista scientifico adottando strumenti e misure che siano preventivi per mettere in sicurezza il Paese. Penso ai trasporti (dove si creano assembramenti, ndr) che non sono stati interessati dal Dpcm».

E poi c’è tutto il comparto del turismo che è in forte difficoltà. «Dove andremo quest’anno a Natale? Pensate che qualcuno si azzarderà a prenotare le vacanze? – si domanda (retoricamente) Guzzini -. Abbiamo tutti paura e questo gelerà i consumi e, a catena, tutti i comparti manifatturieri. Così facendo si rischia poi di svendere il Paese magari a imprenditori esteri o, peggio, alla malavita. Invece dobbiamo salvaguardare i nostri imprenditori e proprio per questo abbiamo deciso di creare una task force per i nostri soci che mettere in atto venerdì dopo un Consiglio. Un supporto che andrà sì nella direzione della liquidità alle aziende ma anche in quella della sicurezza e della prevenzione sanitaria».

Una crisi, quella in atto, che ci cambierà e proprio per questo Confindustria Macerata sta già mettendo in campo azioni che riguardano il futuro. «Stiamo incrementando la digitalizzazione e dobbiamo essere pronti a affrontare un nuovo tipo di mercato. Purtroppo questa nuova manovra porterà a una perdita del PIL che passerà dal -10% al -12% – ha spiegato il presidente di Confindustria Macerata -. Quello che chiediamo è di ascoltare le associazioni e le esigenze perché serve un dialogo aperto con tutti; prendere provvedimenti senza un confronto genera solo malcontento e spacca il Paese».

I dati di Confindustria nazionale parlano di 350mila imprese a rischio con una perdita di un milione di posti di lavoro e di 20 miliardi di euro di fatturato. «In tal senso i soldi del MES devono essere presi il prima possibile e questa è una scelta di buonsenso – ha concluso Guzzini -. Senza lavoro non si va avanti e in questo modo rischiamo il disastro sociale; servono subito provvedimenti per tutte le categorie».