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Macerata

Diporto, da Civitanova la richiesta: «Fateci ripartire in sicurezza il 4 maggio». Le proposte

L'associazione "Il Madiere" chiede di poter cominciare con le manutenzioni fino alle uscite in solitaria o al massimo con il nucleo familiare convivente. In campo anche il sindaco Fabrizio Ciarapica

Immagine di repertorio

CIVITANOVA – «L’attività del diporto non espone a particolari rischi e il Governo su questo settore non ha dato alcuna indicazione; speriamo che presto arrivino delle risposte». A parlare è il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica che chiede di far ripartire il settore. «I diportisti vengono tenuti fuori dalle indicazioni e fermi – ha aggiunto il primo cittadino -; parliamo di un’attività che non è affatto pericolosa perché con le dovute protezioni e le distanze si potrebbe stabilire un numero di persone per ogni barca. I diportisti chiedono risposte e l’augurio è che per il quattro maggio possano tornare in mare».

Il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica

In prima linea, a supportare le richieste, c’è “Il Madiere”, associazione che riunisce i club nautici di Civitanova con 630 soci e 500 posti barca e che ha coinvolto le realtà di Fano e San Benedetto del Tronto. In questi giorni poi, in Consiglio regionale, è arrivata anche la mozione presentata da consiglieri Francesco Micucci e Andrea Biancani. «Sta crescendo una richiesta sostenuta a livelli istituzionali importanti – ha detto il presidente Gianni Santori -. In questo momento molte associazioni si concentrano sulla ripresa dell’agonismo e delle gare veliche o di pesca ma ricordiamo che ci sono anche attività amatoriali e dilettantistiche; che senso ha tenere in porto una barca quando il proprietario esce da solo in mare?».

Gianni Santori, presidente “Il Madiero”

Le Regioni Lazio e Liguria hanno già dato il via alle attività di manutenzione con le rispettive delibere. «Andare per mare è di per sé una attività che isola, che allontana dai luoghi affollati e quindi protegge dalle possibilità di contagio; ma consentire al diporto la ripresa dell’attività avrà anche una importante funzione sociale di attenuazione del disagio delle famiglie dopo questo lungo e forzato confinamento in casa – ha aggiunto il presidente -. Siamo consapevoli che la pandemia richiederà di rivedere molte consuetudini che caratterizzano il settore; la salute delle persone resta l’obiettivo prioritario da anteporre ad ogni altro interesse ma le diverse esigenze della sicurezza e della “ripartenza” possono essere garantite da soluzioni equilibrate e condivise».

«Ci aspettiamo quindi che dal quattro maggio sia consentita, senza particolari restrizioni, la navigazione a unità da diporto con equipaggio formato da un solo occupante e la navigazione a unità da diporto con equipaggio formato da più occupanti ma facenti parte dello stesso nucleo familiare convivente – ha spiegato Santori -. Ci aspettiamo la definizione delle regole che dovranno disciplinare l’imbarco di persone estranee al nucleo familiare (amici o parenti) tali da garantire distanziamento sociale a bordo e la prevenzione del contagio: in questo senso il numero potrebbe essere rapportato a un parametro oggettivo come a esempio la lunghezza dell’unità di diporto. Infine chiediamo che siano consentiti l’alaggio, la manutenzione e il varo delle unità da diporto» ha concluso il presidente.