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Macerata

Delitto di Montecassiano. Arianna Orazi non si presenta, slitta il processo

In una lettera la figlia della vittima (imputata insieme al padre e al figlio per l'omicidio della madre) ha dichiarato di essere positiva al Covid. Udienza rinviata al 10 febbraio per legittimo impedimento

Il tribunale di Macerata

MACERATA – «Rinuncio a comparire, non per mia volontà ma perché positiva al Covid», la Corte d’Assise rinvia per legittimo impedimento. È durata circa 20 minuti l’udienza stamattina in Tribunale a Macerata per l’omicidio di Rosina Carsetti, la 78enne originaria di Matelica uccisa la vigilia di Natale del 2020 nella villetta di via Pertini a Montecassiano dove viveva col marito Enrico Orazi di 79 anni e, da circa un anno, anche con la figlia 49enne Arianna e col nipote di 21 anni Enea Simonetti. Questa mattina – 20 gennaio – si sarebbe dovuto aprire il processo a carico dei tre familiari, tutti accusati dell’omicidio dell’anziana e, a vario titolo, di una serie di altri reati tra cui la simulazione di reato, i maltrattamenti in famiglia, la rapina, l’estorsione e l’induzione a non rendere dichiarazioni, ma l’apertura del dibattimento è slittata al prossimo 10 febbraio.

La decisione è stata presa dalla Corte presieduta dal giudice Andrea Belli (a latere Daniela Bellesi) dopo una lettera inviata dal carcere di Villa Fastiggi a Pesaro da Arianna Orazi. L’imputata dichiarava di rinunciare a comparire, però non per sua volontà ma perché positiva al Covid. «Di fatto non è una rinuncia che possiamo accettare – ha valutato il giudice Belli – anche per non rischiare la nullità del processo». A quel punto i difensori Andrea Netti e Valentina Romagnoli hanno chiesto un rinvio per legittimo impedimento. L’apertura del dibattimento è stata quindi posticipata di tre settimane, nel frattempo sono state calendarizzate le prossime udienze fino al mese di aprile. Nel processo l’accusa è sostenuta dal pubblico ministero Vincenzo Carusi, oggi in aula erano presenti i due coimputati, Enea Simonetti (detenuto nel carcere di Montacuto ad Ancona) ed Enrico Orazi, quest’ultimo insieme al legale Barbara Vecchioli, e la delegata per le Marche dell’associazione Gens Nova, Monica Panizza, insieme all’avvocato Elena Fabbri. Avrebbero dovuto formulare la richiesta di costituzione di parte civile ma l’istanza verrà presentata nella prossima udienza. Assenti il figlio di Rosina, Enea Orazi, e il fratello della vittima, quest’ultimo vive fuori regione.