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Macerata

Crac Civitanovese, ex presidente e amministratore accusati di bancarotta

Le contestazioni risalgono al periodo precedente al 24 giugno del 2015. Ieri per un difetto di notifica l'udienza è stata rinviata al 31 marzo del prossimo anno

MACERATA – Bancarotta in conseguenza del fallimento della Civitanovese, imputati gli ex amministratori Luciano Patitucci e Attilio Di Stefano. Era fissata per ieri pomeriggio l’udienza preliminare a carico dei due ex amministratori della società F.C. Civitanovese 1919 srl SS dilettantistica, ma per un difetto di notifica l’udienza è stata rinviata al 31 marzo del prossimo anno.

Da sx gli avvocati Vincenzo Brunetti e Gerardo Pizzirusso

Il Tribunale di Macerata dichiarò il fallimento della F.C. Civitanovese 1919 srl SS dilettantistica il 24 giugno del 2015. In base a quanto ricostruito dalla procura, Patitucci, 53 anni residente a La Valletta (Malta), in qualità di amministratore unico della società rossoblù dal 15 dicembre 2014 fino al fallimento e di amministratore di fatto almeno dal 6 agosto 2014, avrebbe riconosciuto nello stato patrimoniale della società al 30 aprile del 2015, una inesistente passività pari a 241.973 euro nei confronti di un’altra società, la B&L Industries srl, anch’essa fallita e di cui Patitucci era amministratore unico.

L’ex presidente è accusato anche di bancarotta documentale perché avrebbe distrutto o sottratto le scritture contabili della società in modo da procurarsi un ingiusto profitto o comunque di recare un pregiudizio ai creditori. Per quanto riguarda il coimputato Di Stefano, 57 anni di Avezzano, l’accusa è di bancarotta distrattiva perché, in qualità di amministratore della società rossoblù dal 2 al 4 settembre 2013 e poi dal 16 settembre 2013 al 6 agosto 2014 avrebbe distratto 117.363 euro prelevando la somma da due conti correnti intestati alla società fallita, senza autorizzazioni o giustificazioni.

Ieri l’udienza preliminare fissata davanti al gup Giovanni Maria Manzoni e al pubblico ministero Stefania Ciccioli è stata rinviata per un difetto di notifica. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Mauro Riccioni e Vincenzo Brunetti del foro di Pescara. La curatela era invece rappresentata dall’avvocato Gerardo Pizzirusso.