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Macerata

Covid-19 e divertimento, l’imprenditore Ascani: «Un settore snobbato, ho 200 persone a casa che non lavorano»

Parola al direttore artistico dello Shada, La Serra e il Gatto Blu a Civitanova Marche: «Non essere considerati come categoria non è accettabile. Sono sicuro che l’intrattenimento e la voglia di divertimento non spariranno»

Una serata allo Shada Beach Club

CIVITANOVA – «Nel nostro Paese circa 160mila persone lavorano nel settore ma purtroppo l’intrattenimento e il pubblico spettacolo vengono completamente “snobbati” da chi ci governa; ovviamente prima di tutto c’è l’emergenza sanitaria ma vorremo anche essere presi in considerazione per quanto riguarda le prospettive future». A parlare è Aldo Ascani, proprietario dello Shada, La Serra e il Gatto Blu a Civitanova Marche.

Il re della movida della provincia ha tracciato un bilancio su questi due mesi i stop e sui contatti inesistenti che (non) ci sono stati con i rappresentanti del Governo. «Il pubblico spettacolo è, per antonomasia, il luogo di aggregazione e quindi in un momento in cui sono d’obbligo le distanze sociali per contenere la diffusione dell’epidemia noi non vogliano battere i pugni sul tavolo. Credo però che non nominare minimamente il settore e addirittura “snobbarlo” non sia corretto dato che dà lavoro a 160mila persone in tutto il Paese – spiega Ascani -. Senza considerare che i locali sono doppiamente tassati rispetto ai normali esercizi commerciali perché oltre al regime “classico” si aggiunge il sistema Siae».

Aldo Ascani, titolare de La Serra, Shada e Gatto Blu

«L’intrattenimento è arte a 360 gradi perché anche Vasco Rossi o Laura Pausini – con tutto quello che c’è dietro – fanno parte di questo mondo: il service, i tecnici delle luci, del suono, la vigilanza, gli artisti. Insomma una grandissima categoria fatta di moltissime persone – osserva l’imprenditore civitanovese -. Ciò che dà maggiormente fastidio è l’indifferenza per un settore che viene totalmente lasciato fuori; capisco che non è un bene di prima necessità ma non è nemmeno un bene ininfluente dato che dà da mangiare a moltissime famiglie. Al momento accettiamo la situazione ma ricordiamo che a tutto c’è un limite, considerando anche il fatto che gli stessi ristoranti non riapriranno prima di giugno».

«Un mio carissimo amico che lavora in un bar di Monte Carlo, 15 giorni dopo essere stato sospeso dal servizio a causa del Covid-19 ha ricevuto l’80% del suo stipendio mensile sul conto direttamente dal Principato di Monaco – racconta Ascani -. Lo stesso accade in Svizzera mentre qui ancora non abbiamo visto niente perché si continuano a fare favori alle banche e si lasciano indietro gli italiani».

«Quante persone lavorano con me? D’estate, in pieno servizio, arriviamo a circa 150 dipendenti – compresa la parte artistica – per quanto riguarda lo Shada. 80 alla Serra e 20 al Gatto Blu. Tutte persone ferme da due mesi e probabilmente la metà di loro non avrà più un posto di lavoro perché gli accessi alle strutture, giustamente, verranno ridimensionati – continua -. Da ciò che ho percepito in giro, si parla del primo dicembre come data per poter ripartire nel nostro settore: magari così fosse».

Intanto Ascani, insieme all’assessore al turismo di Civitanova Maika Gabellieri, ai colleghi e alle associazioni della città rivierasca, sta lavorando per far partire un’estate che, come già sappiamo, non sarà come tutte le altre. «Forza e coraggio sono le parole d’ordine perché nonostante la paura e l’incertezza siamo carichi per cercare di assicurare ai turisti un luogo accogliente e sicuro anche per questa stagione. Come diceva mio padre, anche in tempi di guerra, un piccolo momento per suonare una canzone con l’organetto si trovava sempre; sono sicuro che l’intrattenimento e la voglia di divertimento non spariranno».