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Macerata

Civitanova, molestie a un 12enne in negozio. Gestore accusato di tentata violenza sessuale

Secondo quanto ricostruito dalla Procura il ragazzino sarebbe stato avvicinato dall'uomo che lo avrebbe prima palpeggiato e poi avrebbe tentato di abbassargli i boxer da mare. La vicenda avvenuta nell'estate scorsa

tribunale, palazzo di giustizia di Macerata
Il Palazzo di Giustizia di Macerata

MACERATA – Avrebbe palpeggiato un ragazzino di 12 anni entrato in negozio per effettuare un acquisto. Bengalese di 32 anni accusato di tentata violenza sessuale. La vicenda sarebbe avvenuta a Civitanova, ad agosto dello scorso anno.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura il ragazzino sarebbe stato avvicinato dal gestore dell’attività commerciale poco prima dell’uscita dal negozio. Il bengalese lo avrebbe infatti prima palpeggiato e poi avrebbe tentato di abbassargli i boxer da mare, ma senza riuscirci perché il minorenne, con uno scatto, era riuscito a scappare e a tornare a casa.

Da quanto emerso non avrebbe raccontato subito cosa era accaduto; lo avrebbe fatto la sera del giorno seguente sfogandosi con la mamma che, senza pensarci due volte, andò immediatamente dai Carabinieri a denunciare il fatto.
La vicenda finì all’attenzione del Pubblico ministero Stefania Ciccioli che aprì un fascicolo delegando ai militari mirate indagini al termine delle quali contestò al bengalese il reato di violenza sessuale.

Questa mattina, mercoledì primo luglio, la vicenda è finita all’attenzione del giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Macerata, Giovanni Maria Manzoni, e del Pubblico ministero Vincenzo Carusi. Il gup ha disposto un’integrazione di indagine per appurare se l’imputato fosse effettivamente al lavoro. Secondo la difesa sostenuta dall’avvocato Francesco Governatori, infatti, in quel periodo il bengalese lavorava in una fabbrica e solo un’ora al giorno – la mattina – era nel negozio a Civitanova. Per il legale, nell’ora in cui sarebbe avvenuta la presunta violenza (di pomeriggio come registrato sullo scontrino emesso al momento dell’acquisto fatto dal 12enne, ndr), l’uomo era in fabbrica.

I genitori del minore si sono costituiti parte civile con l’avvocato Paolo Sfrappini. L’udienza è stata rinviata a novembre.