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Macerata

Civitanova Marche, quattro donne arrestate per furto: trafugati oro e contanti a un’anziana. Il pedinamento partito da Osimo

Le donne sono state fermate dai militari del Norm osimano. Le indagini sono in corso per capire se sono responsabili anche di altri furti commessi a Osimo

CIVITANOVA – Le hanno inseguite per le vie di Civitanova Marche venerdì sera (24 giugno) finché l’auto finita nel mirino degli investigatori non è stata fermata. I carabinieri del Norm osimano la pedinavano già da Osimo quella macchina sospetta, una Mercedes classe A, con a bordo quattro donne che potrebbero essere state le autrici di alcuni furti, tentati e commessi, proprio nella città dei senza testa. Si tratta di quattro donne rom tra i 46 e i 52 anni, una di loro incinta di almeno sei mesi, residenti nel teramano, tutte con precedenti penali. Una volta a Civitanova i militari le hanno viste metterne a segno uno in abitazione, in via Garibaldi. Hanno trafugato oro e contanti a un’anziana per un totale di circa mille euro.

Una di loro è riuscita a entrare in casa con la scusa di capire se in zona ci fosse qualche abitazione in vendita. La proprietaria è stata distratta mentre le altre si introducevano a casa sua per rubarle l’oro. Alla fine sono state arrestate.
I militari dell’Arma, coordinati dal maggiore Luigi Ciccarelli, alcuni in borghese, si sono mossi in silenzio finché, a furto commesso, sono entrati in azione. Le donne si erano subito rimesse in auto, cercando di scappare facendo a zig zag tra le auto in circolazione e nel traffico intenso delle 19.30. Per non perderle di vista un carabiniere ha chiesto a una persona di poter usare il suo scooter.

Il tentativo dei militari dell’Arma, nel frattempo supportati dai colleghi di Civitanova, è andato a buon fine e l’auto è stata bloccata sulla statale Adriatica, all’altezza del passaggio a livello. Poco prima una delle donne ha lanciato il sacchetto con la refurtiva dal finestrino dell’auto, subito recuperata dal militare in scooter. Le quattro donne sono state portate in caserma a Osimo per l’identificazione e poi poste ai domiciliari in attesa dell’udienza per direttissima del gip di Macerata.