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Macerata

Civitanova Marche, omicidio al parco Palatucci: arrestato un tunisino di 26 anni

In un'operazione congiunta tra carabinieri e polizia, individuato il presunto assassino di Rached Amri. Il comandante provinciale Candido: «L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità; ci sarebbe un rapporto di parentela tra omicida e vittima»

CIVITANOVA MARCHE – Un debito non pagato, poi la lite e l’accoltellamento. Inutile la corsa in ospedale per Rached Amri, il 30enne tunisino e irregolare che intorno alle 22 di ieri è stato accoltellato da quello che presumibilmente sarebbe suo cugino, Saidi Haithem, un ventiseienne anch’egli tunisino e irregolare. È stata un’operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia che ha portato a rintracciare l’aggressore in un’abitazione della Faleriense, a Porto Sant’Elpidio.

Accerchiato, l’uomo si è consegnato volontariamente ai militari. I contorni della vicenda sono stati definiti nel pomeriggio, durante una conferenza stampa tenutasi nella caserma Piermanni, a Civitanova. Erano presenti tutti i rappresentanti delle forze coinvolte: il procuratore di Macerata Claudio Rastrelli, il comandante provinciale dei Carabinieri Nicola Candido, il capitano Serafino Dell’Avvocato della Compagnia di Macerata, il dirigente del commissariato di Polizia di Civitanova Fabio Mazza e il capo della squadra mobile di Macerata Matteo Luconi.

Il presunto omicida è stato rintracciato grazie alle testimonianze delle persone informati sui fatti, quattro o cinque, ai filmati delle telecamere presenti in zona e alla visione del telefono cellulare della vittima. Alle 13.30 di oggi Saidi Haithem è stato prelevato dal sottoscala di un’abitazione dove, al primo piano, vive un suo parente ai domiciliari. Haithem dimorava nel fermano, tra Lido di Fermo e Porto Sant’Elpidio, ed è in alcune case di questo territorio che sono stati rinvenuti 9,7 grammi di eroina, divisa in dosi pronte per lo spaccio. La droga è riconducibile al 26enne, che è stato trasferito al carcere di Fermo, in attesa dell’udienza di convalida. Sarà difeso dall’avvocato Giuliano Giordani del foro di Fermo.

È stata ricostruita la dinamica dell’accoltellamento: anche se non è ancora chiaro da dove sarebbe partito l’inseguimento, ad uccidere Rached Amri, nell’area del parco Palatucci del lungomare sud di Civitanova, è stato un fendente all’emitorace sinistro con un coltello da cucina, che è stato rinvenuto poche ore dopo l’omicidio nella medesima area. La vittima, che al momento dell’aggressione si trovava con un amico, è stata trasportata in ospedale da un automobilista di passaggio, sollecitato dai due. Anch’egli è uno straniero e la sua auto non presenta targa italiana. Dopo alcuni minuti dal trasporto al nosocomio si è verificato il decesso di Amri. Al momento non è stata ancora disposta l’autopsia per la salma di Rached Amri.

Sia la vittima che il presunto aggressore gravitavano nella costa fermana: cosa ci facessero a Civitanova ieri sera è ancora da chiarire, tuttavia è stato precisato nella conferenza che il movente dell’uccisione riguarderebbe una situazione debitoria non pagata legata alle droghe, così da escludere che in ballo ci fosse la contesa della piazza di spaccio. Il procuratore di Macerata, Claudio Rastrelli, ha sottolineato che «durante le operazioni del fermo e di accompagnamento in caserma, l’indagato ha ammesso gli addebiti e indicato i luoghi dove si era disfatto degli indumenti che indossava al momento del delitto».

Il comandante provinciale Nicola Candido ha affermato: «Siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante perché bisognava assicurare alla giustizia una persona ritenuta allo stato responsabile, poi ovviamente ci sarà un processo che definirà la parola conclusiva, di questo fatto gravissimo che si è verificato in una zona centrale del lungomare sud di Civitanova. Senz’altro lo sforzo investigativo e lo sforzo preventivo che quotidianamente facciamo in quest’area particolarmente calda sotto tanti punti di vista sono costanti, e devo dire che, anche se purtroppo registriamo un decesso, anche in questo caso, come nell’episodio di dieci giorni fa, ci conforta parzialmente il fatto che la risposta delle forze dell’ordine, dell’autorità giudiziaria e delle istituzioni comunque c’è stata e questo deve servire a garantire alla popolazione che ci siamo. Ricostruire il fatto è stato veramente molto complicato per tutta una serie di ragioni e di approfondimenti che stiamo ancora svolgendo, però una volta trovato il canale giusto ci siamo concentrati e abbiamo saputo aspettare nel cercare la persona che avevamo individuato come responsabile e non abbiamo rallentato un attimo, tant’è che nel corso delle ennesime attività di ricerca e di perquisizione che ci sono state nella tarda mattinata, siamo riusciti appunto ad individuarlo e a condurlo presso la caserma qui di Civitanova. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità e tra l’altro ci sarebbe anche un rapporto di parentela tra l’omicida e il povero ragazzo tunisino deceduto. Rimane tutta una serie di questioni che devono essere approfondite e stiamo lavorando in questa direzione».