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Civitanova, in scena la voce degli agenti delle scorte uccisi dalla mafia

Lo spettacolo andrà in scena al teatro Annibal Caro giovedì 19 gennaio, giorno della nascita di Paolo Borsellino, alle ore 21.30. Ingresso libero

La presentazione dello spettacolo teatrale a Palazzo Sforza

CIVITANOVA – Un’opera teatrale che dà voce agli agenti delle scorte, uccisi dalla mafia. È questo “Gli invisibili. La solitudini dei giusti”, spettacolo che andrà in scena al teatro Annibal Caro giovedì 19 gennaio, giorno della nascita di Paolo Borsellino, alle ore 21.30. L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Sforza. Erano presenti il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore al sociale Barbara Capponi e il presidente dell’Anps sezione di Civitanova Tommaso Galeone. «Ringrazio l’assessore Barbara Capponi e gli organizzatori di questo spettacolo dedicato alle vittime delle mafia – ha detto il sindaco – Un tema del quale si deve parlare per sensibilizzare le giovani generazioni. Proprio questa mattina l’arresto di Matteo Messina Denaro. È un fatto che ci spinge ad avere fiducia nello Stato e nella giustizia». «Vogliamo portare concretamente alla cittadinanza un messaggio, che è quello della cultura della legalità – ha detto l’assessore Capponi – Insegnanti, dirigenti scolastici e studenti sono invitati a partecipare a questo spettacolo». «Sono venuto a conoscenza di questo spettacolo, che dà voce agli agenti delle scorte – ha detto Tommaso Galeone – Gli invisibili, sono gli uomini e le donne delle scorte e quest’opera dà la voce ad Antonio Montinaro morto nella strage di Capaci il 23 maggio 1992: si trovava a bordo della prima delle tre Fiat Croma che riaccompagnavano il giudice Falcone a Palermo. Angelo Corbo, anche lui su una delle tre auto di scorta che miracolosamente scampò all’attentato. Emanuela Loi, prima donna poliziotto a cadere vittima della mafia, a soli 24 anni, vittima del tremendo attentato di Via D’Amelio del 19 luglio 1992 ove perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Roberto Antiochia invece, morì sotto una raffica di spari, dopo aver tentato di fare con il suo corpo da scudo al vice questore e amico Ninni Cassarà, il 6 agosto 1985. Non si deve parlare di mafia solo in Sicilia o in Campania, le ramificazioni sono in tutta Italia». L’opera, costituita da un susseguirsi di monologhi interpretati dagli attori della Nuova Compagnia Teatrale APS, metterà in risalto uomini e donne che seppur sconosciuti hanno servito lo Stato dimostrando alto senso del dovere e fede nella giustizia e legalità. Ingresso libero.

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