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Macerata

Civitanova, il cinema «riparte, ma si avverte ancora molta pigrizia. Il futuro? Uno spazio di cultura»

Parla il programmatore Fofi: «Circa cinquecento partecipazioni a settimana, ma la pandemia ci ha abituato a stare in casa e questo si avverte parecchio nelle sale»

Gli spettatori al cinema Rossini nella serata in cui fu ospite il regista e attore toscano Paolo Ruffini.

CIVITANOVA MARCHE – Il cinema riparte dopo il buio della pandemia: a Civitanova «circa cinquecento partecipazioni a settimana». A spiegarlo è Michele Fofi, consulente e programmatore cinematografico per l’Azienda Teatri. Numeri, quelli elencati da Fofi, che fanno riferimento alle due sale cittadine, il cineteatro Rossini e il Cecchetti, dove da alcuni mesi la programmazione è tornata pressoché a pieno regime.

Il punto

Al Cecchetti, si proietta tutte le sere, eccetto il lunedì, e nei pomeriggi di venerdì, sabato e domenica. In quest’ultimo caso «abbiamo deciso di destinare le proiezioni ai più piccoli, con cartoni animati e quant’altro», specifica Fofi. Mentre al Rossini, la sala è aperta nelle sere di giovedì, venerdì, sabato e domenica ma molte di queste serate sono dedicate al cartellone della stagione teatrale. Fofi, come sta andando? «Bene, ci attestiamo intorno alle cinquecento presenze settimanali – dice – , chiaramente non è facile tornare allo standard del 2019. La paura del Covid ormai pare superata e non credo che questo sia il motivo per cui ci sono meno spettatori. Il punto è che la pandemia ha abituato le persone a stare in casa, a non uscire di sera. E questo si avverte parecchio».

Michele Fofi

Ancora una ventina di giorni, poi tutta la programmazione cinematografica si sposterà al Cecchetti perché al Rossini partiranno i lavori per l’installazione dell’impianto fotovoltaico. I lavori inizieranno il 6 febbraio. «Le strategie per ripartire? C’è bisogno – afferma il programmatore Fofi – di un cinema culturale, che sappia coinvolgere e che non trovi concorrenza nelle piattaforme. Certo, magari non si ritornerà ai grandi numeri del passato ma è comunque la chiave di svolta per il futuro, se vogliamo che continuino ad esserci persone nelle sale. Perché è bello poter recuperare quel senso di comunità che si è perso: andare in un cinema piuttosto che stare sul divano a guardare il film significa poter vivere la socialità, passare una serata in compagnia, andare a bere una birra».

L’analisi

Lo scorso giovedì, 12 gennaio, il celebre regista Pupi Avati a colloquio con gli studenti civitanovesi ha detto che «in Francia, al contrario dell’Italia, la gente frequenta ancora i cinema perché tra l’uscita di un film nelle sale e la sua pubblicazione in tv e su internet passano, per legge, almeno 15 mesi». Che ne pensa? «A mio avviso il motivo principale – sostiene  Fofi – per cui in Francia si va ancora molto al cinema è che lì c’è una cultura diversa del grande schermo: il cinema è pane quotidiano e si parte già dalle scuola. I film francesi sono campioni di incassi in patria. Poi è vero ciò che diceva Avati, anche se non sempre è così: a volte, se una è pellicola è molto attraente le sale si riempiono anche se la stessa esce dopo poche settimane in tv e sulle piattaforme».

Pupi Avati a colloquio con gli studenti civitanovesi