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Macerata

Cavolfiore verde di Macerata, la varietà autoctona marchigiana ricca di nutrienti

Mirco Romitelli dell'Azienda Agricola Romitelli di Montelupone ci parla delle particolarità di questo ortaggio e dei suoi usi in cucina

Immagine di repertorio

MACERATA – Elisir di benessere, perfetto da portare in tavola nella stagione fredda e, aspetto da non sottovalutare, non dà cattivo odore quando si cucina. Stiamo parlando del cavolfiore verde di Macerata, varietà autoctona delle Marche. Ortaggio a infiorescenza compatta e tondeggiante, è parente del cavolfiore bianco e mediamente pesa 1,2 kg. Il suo colore verde è dovuto alla presenza di una maggiore quantità di clorofilla in quanto le sue cime spuntano oltre le foglie.

«La particolarità del cavolfiore verde di Macerata è nella forma, rimane più bombato a differenza ad esempio di quello romano che invece è più appuntito. È buono e saporito – dice Mirco Romitelli, Azienda Agricola Romitelli di Montelupone (MC) -. La raccolta inizia a novembre e termina a gennaio. Ci sono delle varietà più precoci e altre più tardive».

Come possiamo cucinare il cavolo verde? «Il cavolfiore verde di Macerata è perfetto come condimento per la pasta oppure come contorno: una volta lessato si condisce con olio e aceto».

Numerose le ricette per portare in tavola questo ortaggio tutto marchigiano, ricco di sali minerali, vitamina C, acido folico, calcio e potassio. Oltre ad accompagnare la pasta cucinata in modo tradizionale è ottimo persino per la pasta al forno. Ingrediente ideale per minestroni e vellutate, può essere gustato anche come contorno: gratinato al forno con la besciamella, fritto con la pastella, lessato e condito con olio e aceto oppure con il limone. Infine, può essere anche consumato crudo, tagliato a fettine sottili e unito all’insalata. In questo modo conserva tutte le sue proprietà nutritive.