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Macerata

Casa di riposo di Cingoli, «Attacchi inauditi, la gestione è del Comune»

«La struttura è stata subappaltata ad una cooperativa. Chi doveva provvedere al personale non era l'Asur», spiega Maccioni, direttore dell'Area Vasta 3. Intanto i familiari di una delle vittime chiedono chiarezza, e il sindaco Vittori interviene su La7

La casa di riposo di Cingoli (Immagine Google Maps)

CINGOLI – «Attacchi inauditi, fuori luogo e falsi quelli che il sindaco e il vicesindaco fanno ogni giorno su questa situazione». Così il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni ieri pomeriggio, 17 marzo, durante una conferenza stampa nella quale ha spiegato la situazione che sta interessando al momento la casa di riposo di Cingoli e i 33 ospiti contagiati, più due operatori, dal Covid-19.

Insieme al direttore Maccioni presenti il direttore sanitario dell’Area Vasta 2 Gabriella Beccaceci, il direttore dell’Area Vasta 2 Giovanni Guidi e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti.

«Sono pronto a un confronto pubblico sulla questione senza bisogno di attivare le tv private o Canale 5 o La7. Sono pronto a spiegare la situazione in tutte le sedi che vorranno» ha continuato Maccioni che poi ha spiegato che «la Rsa e la casa di riposo sono di gestione del comune di Cingoli che percepisce dalla sanità regionale 33,51 euro al giorno per ogni paziente. Il comune ha poi affidato la gestione all’Azienda servizi alla persona che ha poi subappaltato dei servizi a una cooperativa. Quindi chi doveva provvedere al personale non era l’Asur nonostante la Regione si sia comunque attivata per inviare medici e infermieri dell’ospedale di Cingoli».

Il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni

«Appena sono venuta a conoscenza della situazione abbiamo subito predisposto una valutazione specialistica dei pazienti con la dottoressa che sta nell’ospedale di comunità di Cingoli che, insieme alla coordinatrice infermieristica, ha visitato tutti i pazienti – ha commentato Gabriella Beccaceci, direttore sanitario dell’Area Vasta 2 -. Abbiamo subito garantito il personale infermieristico e la parte medica con i medici di medicina generale e, al momento, almeno per oggi, potremmo garantire il personale che è comunque stato strappato ai reparti. Il problema è che mancano infermieri ma non siamo noi a doverli servire».

«Il sindaco si è sentito in obbligo a un certo punto, perché spaventato forse, di chiamare il 118 e ricoverare tutti i pazienti dalla mattina alla sera – ha aggiunto Giovanni Guidi, direttore dell’Area Vasta 2 -. La situazione clinica va valutata paziente per paziente per stabilire il setting assistenziale più appropriato; fermo restando che parliamo di pazienti fragili e che spostarli dal loro ambiente naturale potrebbe comportare un rischio ulteriore».

In conclusione, l’assessore Sciapichetti, ha spiegato che la Regione è comunque intervenuta nonostante fosse compito del comune far fronte a quanto sta accadendo; l’assessore ha poi confermato la riattivazione dei 20 posti di lungodegenza all’ospedale di Cingoli entro il 30 marzo.

Nel frattempo i familiari di una delle vittime della casa di riposo chiedono chiarezza sulle condizioni degli ospiti e su come è stata gestita la situazione. «Quando tutto finirà, la giustizia stabilirà chi ha delle colpe e chi dovrà pagare – raccontano -. Non un fiore, nemmeno la messa e non abbiamo potuto partecipare alle esequie del nostro congiunto; questa è una cosa tristissima».

Il sindaco di Cingoli Michele Vittori

Ieri mattina il sindaco di Cingoli Michele Vittori è intervenuto durante la trasmissione “L’aria che tira” su La7 diffidando la Regione Marche e chiedendo, come ribadito nei giorni scorsi, l’invio dei medici militari. Sulla questione è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini, che si è confrontato personalmente con il vice sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini, che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per richiedere un intervento immediato e l’invio di «medici, anche militari».