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Macerata

Caporalato nei cantieri della ricostruzione: prime condanne nel Maceratese

Battaglia delle Cgil in difesa dei lavoratori impegnati nella costruzione delle casette. Due persone hanno patteggiato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, altre due sono state rinviate a giudizio

Massimo De Luca, Matteo Ferretti, l'avvocato Bruno Pettinari e Daniel Taddei

MACERATA – Due patteggiamenti e altrettanti rinvii a giudizio per la vicenda dei lavoratori sfruttati nei cantieri delle Sae di Visso, Ussita, San Severino e Camerino. A cinque anni dalle denunce avanzate dalla Cgil e dalla Fillea Cgil, infatti, sono arrivati i primi pronunciamenti da parte del tribunale di Macerata, nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta mercoledì mattina. «È un risultato importantissimo perché, tramite il patteggiamento, c’è stata l’ammissione della colpa e, quindi, le prime due condanne che certificano in maniera definitiva le irregolarità che si sono svolte nei cantieri post sisma – spiega Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil -. Altrettanto importante è il rinvio a giudizio di altri due soggetti: Roberto Portolano e Ugo Gallo, rispettivamente amministratore di diritto e di fatto della Gesti One, società che faceva parte del consorzio Gips che aveva un subappalto del consorzio Arcale. La Fillea Cgil, la Cgil e i lavoratori sono parte civile, per cui aspettiamo ora anche il dibattimento di questo filone di inchiesta, in programma il 19 maggio 2022».

Hanno patteggiato, invece, un anno e due mesi l’egiziano Hesham Saber Gouda Ibrahim Elbasiouny e otto mesi il comasco William Amico, entrambi accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. «L’altro procedimento importante per cui c’è stato il rinvio a giudizio riguarda Europa srl, sempre facente parte del consorzio Gips – ha aggiunto Taddei -, in cui siamo ugualmente parte civile, ma purtroppo dobbiamo sottolineare che il processo penale va più veloce di quello amministrativo, in quanto abbiamo ancora sette lavoratori che aspettano di vedersi riconosciuta la giusta corresponsione degli stipendi. È tutto bloccato alla Regione e stiamo valutando ulteriori azioni legali su questo». Taddei ha voluto anche ringraziare i Carabinieri e la Guardia di finanza, l’avvocato Bruno Pettinari legale della Cgil, tutti gli uffici che hanno lavorato e soprattutto i lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare quanto subito.

Ma il quadro nei cantieri, non solo della ricostruzione, continua a essere tra luci e ombre. «I cantieri stanno aumentando, le aziende stano arrivando anche da fuori provincia e, quindi, ci sono una serie di elementi che dovrebbero essere gestiti collettivamente, anche con gli enti statali – aggiunge Matteo Ferretti, segretario provinciale della Fillea Cgil, subentrato a Massimo De Luca –. Ad oggi, infatti, ancora manca una firma importante che riguarda il protocollo di legalità, che chiarisce quali devono essere i passaggi necessari per qualificare un lavoro importante come quello della ricostruzione. Faccio riferimento al dumping contrattuale, al problema del giusto inquadramento dei lavoratori, gli alloggi necessari agli operai che arrivano da fuori, il badge di cantiere che serve per certificare chi davvero è in cantiere, non abbiamo notizie dei settimanali di cantiere. Quindi ci sono ancora molti aspetti che attengono alla legalità completamente disattesi e, su questo, invece si dovrebbe essere più incisivi».