Centro Pagina - cronaca e attualità

Macerata

Calzaturiero, fatturato giù fino al 50% nel 2020. L’allarme di Confindustria

Bilancio negativo quello del settore della scarpa al termine delle giornate del Micam di Lineapelle e del Mipel. Chiesto un incontro con il neo governatore delle Marche Acquaroli

L'incontro di Confindustria dopo il Micam. Da sinistra: Spernanzoni, Castricini, Piervincenzi, Sciamanna e Pucci
L'incontro di Confindustria dopo il Micam. Da sinistra: Spernanzoni, Castricini, Piervincenzi, Sciamanna e Pucci

MACERATA – Sono stati 16mila i visitatori che quest’anno hanno raggiunto il Micam di Milano e le fiere di settore nel capoluogo meneghino. Un appuntamento che ha fatto registrare un meno 50% di presenze e oltre rispetto agli scorsi anni e che ha dato impulso al mondo calzaturiero verso la necessità di approcciare al digitale. Oggi il bilancio con Confindustria Macerata e gli operatori del settore.

«L’emergenza sanitaria ha avuto gravi ripercussioni in un territorio già provato dal sisma e nonostante l’importanza delle fiere di settore i numeri non sono incoraggianti – ha esordito Matteo Piervincenzi, presidente della sezione calzaturieri di Confindustria Macerata e consigliere di Assocalzaturifici -. Negli ultimi sei mesi, senza precedenti è stata la contrazione dei valori produttivi e del fatturato stimato a meno 35%, con la decisa e analoga flessione sul fronte dei consumi interni e dell’export. La spesa delle famiglie è scesa del 30% nonostante l’impennata degli acquisti online (+42%) dovuta alla chiusura dei negozi durante il lockdown. Nella nostra regione si sono perse nell’ultimo semestre 63 aziende dell’area calzature-pelletterie e nello stesso periodo si è registrato un incremento della cassa integrazione pari a +412% (la Toscana ha raggiunto + 3080%)».

«La ripartenza, dopo l’allentamento delle misure restrittive, procede con molta fatica: gli acquisti degli italiani restano in frenata (-29% in quantità a maggio e -7% a giugno) e l’export, dopo il crollo del bimestre marzo-aprile (-50%), ha fatto segnare un -27% in volume nei due mesi successivi – ha proseguito Piervincenzi -. Il Micam, dove sono state protagoniste circa 110 aziende marchigiane complessivamente di cui 84 maceratesi, ha inevitabilmente fatto i conti con i pochi visitatori – principalmente italiani ed europei – e ha confermato la necessità di sviluppare nuove opportunità legate all’economia digitale. Per mantenere l’export servono però sostegni concreti e rapidi; tutela del lavoro e delle competenze specialistiche del Made in Italy e promozione della propria area distrettuale. In tal senso abbiamo già chiesto un incontro al neo-presidente Francesco Acquaroli».

Le aspettative per la seconda parte dell’anno dunque, per il settore calzaturiero, non possono che essere improntate all’incertezza e alla cautela. Da un’indagine di Confindustria Moda si rileva che quasi tre aziende su quattro (73,5%) hanno dovuto rivedere, a causa della pandemia, il piano degli investimenti previsti. Alla domanda relativa alle previsioni circa l’andamento del fatturato nell’intero 2020 rispetto all’anno precedente – nell’ipotesi che la situazione sanitaria non subisca in autunno ulteriori peggioramenti – la metà dei calzaturieri interpellati ha indicato un calo compreso tra il 20 e il 50%.

Un momento della conferenza stampa

Non molto diverse sono state le sorti delle altre due manifestazione concomitanti MIPEL per la pelletteria e “Lineapelle” per fondi e accessori calzature che ha visto complessivamente la presenza di oltre 30 marchi regionali di cui la metà provenienti dal maceratese. «Lineapelle è stata una fiera sottotono per l’assenza di buyers come ce l’aspettavamo – ha commentato Alessio Castricini, presidente della sezione accessoristi calzature di Confindustria Macerata -. Per il nostro settore l’export rappresenta l’85% di fatturato quindi è necessaria una ripresa immediata e una prospettiva che sia sul medio e lungo termine. È importante che le imprese si muovano verso la digitalizzazione e dobbiamo spingere il progetto “Shoes Valley” grazie al sostegno della Regione e del Governo. Non dimentichiamo che la produzione delle calzature, delle borse e degli accessori nella nostra Regione funge da traino per tutto l’indotto economico».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Sergio Sciamanna, presidente della sezione pellettieri di Confindustria Macerata. «Dobbiamo investire nel B2B – ha detto -. Il problema è che e piccole aziende non hanno abbastanza risorse per effettuare questi investimenti ma sono comunque fondamentali per gli sviluppi del futuro. La situazione è drammatica e se non ci saranno degli aiuti concreti, difficilmente molte realtà potranno continuare a esistere».

«Il Covid ha solo accelerato un processo che era già in atto e spetta a tutti gli attori migliorare anche la competenza delle persone facendo formazione in modo veloce e poco costoso – ha aggiunto il consulente Vincenzo Pucci -. Il progetto che abbiamo in mente è costoso e complesso ma l’investimento deve essere fatto soprattutto nei momenti di crisi e questo lo è».

«Fare sistema e aggregarci in modo intelligente; questi sono due fattori fondamentali in questo momento – ha concluso Roby Spernanzoni, titolare del calzaturificio Il Gergo -. Un modo intelligente per fare sistema è di certo il progetto della Shoes Valley che è ad ampio respiro; serve insomma un elemento che caratterizzi la regione ma soprattutto l’intero territorio. È necessario che il simbolo della scarpa e delle calzature sia riconosciuto in tutta la Regione e per farlo servono risorse continuative e di promozione digitale. È importante anche la creazione di una piattaforma dove tutti si mettono insieme perché il fare scarpe di eccellenza sia percepito come un sapere culturale del nostro territorio».

In conclusione sono fondamentali per permettere al distretto di ripartire sostegni concreti e veloci alle imprese di fronte al prolungamento della pandemia; crescita digitale delle PMI sia organizzativa che commerciale; crescita dimensionale attraverso aggregazioni e fusioni; tutela del lavoro e delle competenze specialistiche del made in Italy attraverso la riduzione di oneri, meccanismi incentivanti e formazione; valorizzazione e promozione dell’area distrettuale e delle sue specifiche competenze ed eccellenze attraverso un piano di marketing territoriale e creazione di una piattaforma B2B territoriale per il sistema. Confindustria Macerata, su impulso del presidente Domenico Guzzini, ha avviato un progetto teso a spingere sulla digitalizzazione delle imprese attraverso processi di affiancamento aziendale e con la recente costituzione proprio a Macerata di un Hub Digitale destinato a sostenere PMI e start-up.

Un grande riconoscimento di sostegno unanime è stato indirizzato al presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini «per l’attenzione mostrata verso il nostro settore relativamente alle problematiche esposte e ai nostri progetti». Il mondo calzaturiero chiede anche al neo governatore delle Marche Francesco Acquaroli «un confronto quanto prima per lavorare insieme per il bene dei nostri dipendenti e del territorio».