Centro Pagina - cronaca e attualità

Macerata

Auto incendiate a Civitanova, il piromane resta in carcere

Il gip del Tribunale di Macerata non ha convalidato il fermo ma ha confermato la misura custodiale per il 37enne di origine albanese

Una delle auto andate a fuoco a Civitanova

CIVITANOVA – Si è svolta questa mattina l’udienza di convalida del fermo a cui sabato scorso è stato sottoposto un albanese di 37 anni ritenuto l’autore degli incendi innescati all’alba del 18 settembre scorso in via della Rete Civitanova Marche. Nel corso dell’udienza, il giovane, difeso dall’avvocato Francesca Sbriccoli, ha ammesso i fatti motivando al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Macerata, Giovanni Maria Manzoni, le proprie azioni. Il gip non ha convalidato il fermo ritenendo non sussistente il pericolo di fuga, ma in merito alla misura da applicare ha confermato la custodia in carcere. Il 37enne, dunque, resterà in carcere a Montacuto. L’avvocato Sbriccoli, invece, aveva chiesto l’applicazione di una misura meno afflittiva (i domiciliari con il braccialetto elettronico) in modo da consentire al proprio assistito di effettuare un percorso terapeutico.

Gli incendi erano stati innescati alle 4.30 di sabato scorso, il 37enne, che era agli arresti domiciliari (è l’autore del tentato furto al negozio Wind Tim in piazza San Francesco di Sales e di una serie di atti vandalici compiuti ai danni della farmacia Angelini e della vetrata del bar Infinity di corso Vittorio Emanuele), era uscito dalla propria abitazione e si era diretto verso via della Rete, aveva dato fuoco a una Hyundai i20, poi le fiamme si erano propagate anche alle altre auto in sosta, alla fine l’incendio aveva provocato danni importanti ad altre due auto, mentre una quarta è stata interessata in misura più lieve dalle fiamme.
Quella mattina il 37enne era stato visto allontanarsi da un finanziere che, libero dal servizio, lo aveva inseguito, nel pomeriggio gli agenti del commissariato lo avevano sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e condotto al carcere di Montacuto ad Ancona.