Centro Pagina - cronaca e attualità

Macerata

Ascolto e sinergia: così riparte la ricostruzione nelle Marche. Ma rimane il nodo delle macerie

Dopo una serie di incontri nel Maceratese, l’assessore regionale con delega al post sisma Guido Castelli spiega l’importante cambio di rotta rispetto al passato. Ecco i punti principali

MACERATA – Un cambio di rotta attraverso un metodo di approccio alle problematiche inverso a quello utilizzato finora, partendo dai territori, attraverso i concetti di gioco di squadra e sussidiarietà. Ma rimane il nodo dello smaltimento delle macerie. È questo in sintesi l’annuncio lanciato dall’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli. Che spiega: «In queste ultime settimane abbiamo dato il via ad una vera e propria svolta nel metodo di approccio verso i problemi della ricostruzione – ha detto Castelli – un cambio di rotta rispetto a quello adottato tra il 2016 e il 2020 dalla precedente giunta. Finora abbiamo assistito ad un sistema gerarchizzato e centralistico, che ha tentato di affrontare i problemi dall’alto verso il basso. I risultati li sappiamo tutti: provvedimenti a pioggia e tanta confusione».

Tutto questo a a margine di alcuni importanti incontri avvenuti nelle scorse ore nel Maceratese: il primo, presso il locale Usr con i sindaci di alcuni Comuni colpiti dal sisma come Valfornace, Ussita, Gualdo e Tolentino; il secondo con l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Macerata. Il tutto insieme al commissario straordinario Giovanni Legnini e al direttore dell’Usr (uffici speciali ricostruzione) Stefano Babini. Proprio la contestuale presenza dei due organi commissariali è il primo segnale di una preziosa sinergia istituzionale. A ciò si aggiunge l’intento degli appuntamenti di tracciare sul campo le esigenze concrete di un territorio ancora alle prese con una lenta ricostruzione, perseguito attraverso l’ascolto dei protagonisti della vita politica, sociale ed economica del tessuto locale.

Guido Castelli

Per Guido Castelli si tratta di una sorta di rivoluzione copernicana, dunque, con al centro ‘gioco di squadra’ e principio di sussidiarietà. «Vogliamo riproporre – sottolinea l’assessore – il modello marchigiano vincente del post sisma 1997 attraverso, da un lato, un lavoro sinergico e compatto sul piano istituzionale, tra Regione, Commissario e Usr, dall’altro, una disponibilità all’ascolto di sindaci e delle realtà socio-economiche locali per una ricerca di soluzioni che viene dal basso, da quel territorio che in questi anni ha lamentato una profonda trascuratezza. Le istituzioni locali non saranno più meri e passivi destinatari di azioni centralizzate, ma protagonisti della ricostruzione. Le azioni di questi giorni lo testimoniano. Anche se i problemi restano c’è tutto un altro atteggiamento e un clima di coesione».

In particolare l’incontro avuto con i primi cittadini dei comuni maceratesi è stato l’occasione per affrontare alcune tra le tematiche più complesse e delicate che, dice lo stesso Castelli «necessitando di una risposta il più sollecita possibile, evocano il bisogno di attivare i poteri di deroga propri del Commissario, il quale, nella stessa ottica di squadra, intende esercitare d’intesa con Regione e Usr».

Al centro della riunione con Ance, invece, i temi della ricostruzione pubblica e privata: «Adottando il principio di sussidiarietà – prosegue Castelli – intendiamo far tesoro degli spunti e indicazioni che giungono dal mondo delle imprese e professioni. Come la necessità di revisionare o perfezionare strumenti normativi al fine di consentire una ricostruzione tempestiva e di qualità. Per questo –  annuncia – abbiamo concordato con l’associazione di avviare tavoli tecnici per affrontare la questione della gestione delle macerie». Dopo la raccolta delle macerie pubbliche, infatti, resta il duro scoglio di quelle private: «4,2 milioni di tonnellate che richiedono un sistema ben organizzato di smaltimento e riutilizzo anche all’insegna dell’economia circolare», conclude Castelli.