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Macerata

Studente del cratere costretto a fare 90 km per andare a scuola, Acquaroli e Latini scrivono al ministro dell’Istruzione

Nella missiva il governatore e l'assessore all'Istruzione chiedono al ministro di agire in deroga alla normativa, in attesa di un intervento legislativo

Francesco Acquaroli all'iniziativa Come In - La porta del digitale
Il governatore Francesco Acquaroli

ANCONA – Lettera al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dell’assessore all’Istruzione Giorgia Latini, per sensibilizzare sulla situazione scolastica degli alunni del cratere sismico.  Il governatore annuncia di aver inviato una missiva al ministero «per sottolineare una vicenda che racconta una problematica che vivono le Regioni con aree interne e montane. Comunità che annualmente vedono vacillare le scelte in materia scolastica e di diritto all’istruzione a causa di meri criteri matematici e numerici che non tengono conto delle particolarità dei nostri territori».

Il presidente Acquaroli spiega di aver raccontato al ministro «la vicenda di uno studente minorenne, residente in uno dei comuni tra i più colpiti dal terremoto, che per motivazioni personali molto importanti ha scelto di iscriversi ad un istituto superiore di Tolentino. L’iscrizione non è andata a buon fine perché, per ragioni numeriche, non sono state aperte le classi prime e non è stata prevista la possibilità di creare una classe articolata, consigliando al giovane studente di optare per una sede scolastica a Civitanova, ad oltre 90 chilometri dalla sua abitazione».

Una vicenda che manifesta «una criticità che costantemente viviamo sui nostri territori, soprattutto quelli montani e colpiti dal sisma, dove ogni anno si lotta per garantire ai cittadini il minimo diritto allo studio e l’apertura delle classi. Abbiamo chiesto al ministro – conclude – di verificare la possibilità di agire in deroga alla normativa, in attesa che si possa giungere a breve a un intervento legislativo che sia più aderente alle reali esigenze locali dei territori. È incredibile che nel 2021 non sia garantito a tutti il diritto allo studio e in particolare alle fasce di popolazione più fragili».