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Macerata

Macerata, l’amministrazione sulle mense: «Dall’opposizione critiche pretestuose, non è stato deciso nulla»

L'assessore Cassetta ha risposto alla mozione della consigliera Monteverde: «Si tratta di ipotesi che stiamo vagliando, ma non verrà esternalizzato nulla»

MACERATA – «Il nostro percorso è partito da ottobre, seguendo l’impegno nel garantire la qualità dei cibi serviti nelle mense, nell’incrementare i controlli igienico-sanitari e implementare l’utilizzo di cibi biologici e alimenti a filiera corta, attivando un programma di riorganizzazione della rete del servizio. Un periodo in cui, confrontandoci con il dirigente di riferimento, abbiamo iniziato a valutare possibili soluzioni per riorganizzare le 13 mense che occupano più di 40 persone come dipendenti comunali, oltre a personale esterno per scodellamento e trasporto».

Mentre i genitori a Macerata manifestavano in piazza della Libertà, in consiglio comunale l’assessore Katuscia Cassetta cercava di spiegare (rispondendo prima a un’interrogazione e poi a una mozione presentata dalla consigliera Stefania Monteverde di Macerata Bene Comune) il percorso che sta vagliando l’amministrazione per una riorganizzazione del servizio offerto dalle mense scolastiche cittadine. Il condizionale sembra d’obbligo perché, come più volte ribadito dall’assessore «nulla è stato deciso».

Il sit-in dei genitori in piazza della Libertà

«Si tratta di un’ipotesi che stiamo ancora vagliando – ha precisato l’assessore -. Dopo aver coinvolto i cuochi, i dirigenti, i genitori attraverso i comitati mensa, l’Asur, ascoltato esperti e consulenti, l’obiettivo è quello di provare ad ampliare un servizio, un sistema che funziona per la scuola Padre Matteo Ricci da tre anni e che non ha mai creato criticità, come sembrano dire anche i genitori. Non si tratta di un processo di esternalizzazione, perché la preparazione dei pasti rimane totalmente in gestione diretta e nessuna mensa interna verrà smantellata».

Ma la preoccupazione della consigliera Monteverde, ex assessore alla scuola, è proprio quella che «si vada a smantellare l’eccellenza delle MneseVerdiBio, esternalizzando il servizio». Secondo la nuova amministrazione, però, «le mense non sono così perfette – ha replicato l’assessore Cassetta – non sono tutte dotate della stessa strumentazione e non tutte garantiscono ai bambini lo stesso servizio, a fronte dello stesso costo pagato dai genitori».

Da qui l’idea del Comune con «la nuova organizzazione che riguarderà 379 pasti circa, un 20% della media totale – ha precisato l’assessore -, permettendo una riduzione delle ore lavorative corrispondenti a tre unità di personale a tempo pieno. Per cui le prossime cessazioni di personale di ruolo non saranno rimpiazzate. Ciò determinerà un minor costo stimato annuo di 55mila euro, si ridurranno anche le ore di scodellamento (meno 36 ore settimanali) per un minor costo stimato pari a 25mila euro. Di contro aumenteranno i costi di trasporto per un ammontare presunto di 20mila euro. Nel complesso, quindi, l’operazione consentirebbe un accantonamento di circa 60mila euro annui. Maggiori risorse che, nell’immediato, significano maggiori possibilità di dotare le cucine serventi di attrezzature nuove e tecnologiche, permettendo così maggiore qualità, sicurezza ed efficienza».