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Macerata

Macerata, abusi durante una visita ambulatoriale: medico condannato a 14 mesi

La vicenda sarebbe avvenuta lo scorso aprile in un comune dell'entroterra maceratese. Il professionista era accusato di violenza sessuale. La difesa: «Nessuna violenza. Faremo appello»

Il tribunale di Macerata

MACERATA – Avrebbe palpeggiato una paziente di 30 anni durante una visita ambulatoriale, medico condannato a un anno e due mesi per violenza sessuale. La difesa: «Faremo appello». La vicenda sarebbe avvenuta in un comune dell’entroterra maceratese ad aprile scorso quando la trentenne aveva avuto necessità di sottoporsi a visita medica a seguito del riacutizzarsi di dolori alla schiena sorti dopo un trauma riportato in precedenza. In quel periodo però il medico di famiglia non aveva potuto visitarla perché aveva contratto il Covid e temporaneamente il professionista era stato sostituito dal collega, un 66enne.

Secondo la ricostruzione accusatoria la visita era avvenuta all’interno di uno studio non particolarmente grande, la 30enne aveva riferito al medico di dolori molto forti nella parte bassa della schiena e su un gluteo, il professionista le aveva chiesto di mostrale con precisione da dove il dolore si irradiasse e la giovane si era sollevata la maglia e la canottiera indicando un punto preciso sulla schiena e poi sul gluteo. Il medico avrebbe quindi iniziato ad abbassarle i pantaloni e gli slip prima solo da un lato poi anche dall’altro, le avrebbe quindi toccato il gluteo nella parte indicata dalla giovane, poi l’avrebbe toccata anche sulla pancia e sulla parte sopra al pube. Successivamente, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, l’avrebbe palpeggiata tra le natiche. La giovane, accorgendosi che la visita stava diventando troppo invasiva, era andata via dallo studio e, in lacrime, aveva chiamato la mamma per raccontarle quanto le era appena accaduto. Era stato così che le due donne si erano rivolte direttamente ai carabinieri per sporgere denuncia.

Ieri nell’udienza preliminare a carico del medico davanti al gup Giovanni Maria Manzoni e al pubblico ministero Stefania Ciccioli il procedimento è stato discusso con rito abbreviato, così come chiesto dalla difesa, l’avvocato Luca Pascucci. Il pm ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi, il gup, riconoscendo l’ipotesi di minore gravità, ha condannato il professionista a un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa. «Una volta lette le motivazioni faremo appello – ha anticipato l’avvocato -. La visita era finalizzata a verificare la patologia lamentata, non vi è mai stata violenza sessuale».