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Vini bio, boom nelle Marche

In regione aumentano le vigne e i consumi. Gli operatori crescono del 12%, sfiorando quota 2.500, mentre i terreni hanno superato i 63mila ettari, l’11% in più rispetto all’anno precedente

Boom per il vino biologico nelle Marche. Aumentano le vigne bio e crescono i consumi. Bianchi o rossi, è sempre più frequente trovare vini biologici nei menu dei ristoranti, rigorosamente con il bollino che ne attesta la certificazione.

Il vino bio presenta caratteristiche differenti rispetto al vino tradizionale. Per prima cosa è vinificato secondo precise direttive previste nel regolamento dell’Unione Europea, entrato in vigore nel 2012. Il vino bio nasce dalla lavorazione di uve coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica. Viene prodotto in modo più controllato così da ridurre la presenza di sostanze coadiuvanti e additivi. Per le aziende certificate da un ente autorizzato, la normativa permette di riportare in etichetta il logo europeo.

Secondo un’analisi della Coldiretti sulla base dell’ultimo rapporto Sinab 2016, nelle Marche le vigne coltivate con il metodo biologico sono aumentate del 10% nel giro di dodici mesi. Gli ettari di vite bio sono passati da 3752 a 4120, tanto da rappresentare oggi il 27% del totale. Un boom confermato anche dai consumi. Secondo dati Ismea sulle vendite nel settore bio, nel primo semestre 2016, la categoria vini e spumanti ha visto una crescita del 43% degli acquisti dopo il +93%  registrato nel 2015.

«Se fino a qualche anno fa lo sbocco per il vino marchigiano biologico era rappresentato pressoché interamente dal mercato estero, oggi le cose sono profondamente cambiate – spiega Tommaso Di Sante, presidente di Coldiretti Marche -. La sensibilità già presente da tempo per alcuni prodotti coltivati con metodo bio, come ad esempio frutta e verdura, si è estesa anche al vitivinicolo, come dimostra la crescita a doppia cifra dei consumi».

Risultati positivi complessivamente per tutto il biologico Made in Marche. Nella regione si registra la maggiore presenza di aziende che fanno vendita diretta rispetto alla popolazione. Secondo un’analisi di Coldiretti, gli operatori sono aumentati del 12%, sfiorando quota 2.500, mentre i terreni coltivati con metodo biologico hanno superato i 63mila ettari, l’11% in più rispetto all’anno precedente.