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Un bicchiere di vino, alla salute!

Il vino, soprattutto quello rosso, se assunto in modiche quantità, porta in sé molti benefici all’organismo e previene l’invecchiamento. L’importante è non esagerare

Gorgeous middle aged woman looking at her man with love and toasting wine

Il vino, rosso o bianco? E se seguo una dieta equilibrata posso concedermi un aperitivo?
Tollerabile a ogni età, l’uva aiuta a combattere la stipsi e facilita la diuresi, è ricca di vitamine, zuccheri e sali minerali. Il vino, specialmente se rosso e se assunto in quantità moderate, svolge un’azione salutare grazie alla componente di flavonoidi, resveratrolo, che hanno potere antiossidante.

Il vino è una bevanda alcolica fermentata, ottenuta unicamente dalla fermentazione, totale o parziale, dell’uva, pigiata o non, oppure del mosto d’uva. I Greci lo chiamavano oinos, da cui deriva la parola enologia; i Latini vinum, parola di remotissima origine sanscrita, da cui è derivata la terminologia delle moderne lingue europee che designa la bevanda oggetto del nostro discorso: dal wein germanico al wijn olandese, dal wine anglosassone, al vino spagnolo, al vinho portoghese, al vin francese.

Il grappolo che giunge sulle nostre tavole è sicuramente una gioia per gli occhi e per il palato, ma forse nessuno si è mai chiesto cosa le varie parti di un grappolo d’uva contengano. Innanzitutto le foglie, che ovviamente non vengono mangiate, eppure contengono delle sostanze antiossidanti, dette tannini, che hanno azione vitaminica e sono capaci di proteggere i capillari. La buccia dell’acino è ricoperto da un velo detto pruina che impedisce l’evaporazione dell’acqua. Nella buccia sono presenti sostanze che aiutano l’intestino a combattere la stipsi.
La polpa è la parte più ricca dell’acino: contiene glucosio, fruttosio, saccarosio e levulosio, vitamina B e C, sali minerali quali magnesio, ferro sodio e potassio. Questi sali favoriscono l’eliminazione delle scorie grazie all’effetto benefico che hanno sui reni. L’80% è costituito di acqua, che, insieme agli zuccheri, è una “miscela” altamente energetica.
All’interno della polpa troviamo i semi, detti vinaccioli. Anche questi, come le foglie, non si mangiano, contengono però delle sostanze dette polifenoli, che agiscono contro i radicali liberi, gli autori dell’invecchiamento dell’organismo.

Uno studio, ha scoperto che l’uva avrebbe, tra le tante benefiche proprietà, anche quella di proteggere la pelle dai danni provocati dai raggi ultravioletti. I flavonoidi contenuti negli acini d’uva riuscirebbero a bloccare la formazione dei radicali liberi fatto che avviene quando le cellule vengono esposte ad una anomala quantità di raggi ultravioletti A e B.

Oltre ai flavonoidi, nel vino sono presenti ben 600 sostanze, molte delle quali già componenti del mosto, fra cui gli acidi, ad esempio l’acido acetico, che in quantità eccessiva porta il vino ad acetificarsi. Ci sono anche le sostanze coloranti, diverse dal vino bianco al vino rosso, altri tipi di alcool, glicerina, sostanze proteiche, alcune vitamine, i componenti delle sostanze che danno profumi e sapori, anidride carbonica che, se presente in quantità notevoli, rende i vini frizzanti, ed infine nei vini rossi figurano i tannini caratterizzati dal gusto amarognolo ed astringente.

Grazie a tutte queste sostanze moderati quantitativi di vino attivano e stimolano la digestione, contrastano la formazione di calcoli biliari, stimolano la diuresi. Il potassio contenuto nel vino stimola e tonifica i muscoli, favorisce il degrado del colesterolo “cattivo”, l’ LDL, ed il formarsi di quello “buono”, l’ HDL. L’alcool etilico fluidifica il sangue e contrasta l’insorgere di malattie cardio-vascolari; stimola inoltre le difese immunitarie, combatte l’invecchiamento delle cellule: le sostanze antiossidanti in esso contenute, polifenoli ed in particolar modo il resveratrolo, contrastano i radicali liberi; in piccole dosi, funge anche da leggero antidepressivo. E se si è astemi? Nessun problema: gli scienziati assicurano che piluccare un grappolo d’uva ha le stesse benefiche proprietà.

Visto in tal modo il vino può sembrare un toccasana, una pozione miracolosa: e lo è, ripeto, se è bevuto in modiche quantità e nei momenti opportuni. Quantitativi assunti in misura eccessiva provocano invece seri danni all’organismo ed in particolar modo al fegato, che elabora l’80% dell’alcool ingerito, per cui si rischiano malattie serie, come la fibrosi e la cirrosi epatica! L’alcool etilico, inoltre, è cancerogeno per vari organi, ed è tossico per gli embrioni: questo è il motivo per cui l’uso del vino è vietato assolutamente alle donne in gravidanza.

Altro effetto negativo allo studio dei ricercatori è quello del vino bianco sullo smalto dei denti: sembrerebbe che, essendo più acido rispetto a quello rosso, faccia perdere calcio e fosforo allo smalto dei denti dopo un contatto prolungato (quindi bevendone frequentemente, senza poi lavarsi i denti..). Per limitare l’effetto corrosivo è consigliabile evitare accoppiate che peggiorino la situazione: ad esempio il classico “champagne e fragole” da questo punto di vista è altamente sconsigliato, perché i vini frizzanti sono più acidi, e quindi un maggiore potere corrosivo, e perché gli acidi contenuti nella frutta potenziano l’effetto; mentre non è sbagliato gustare del formaggio accompagnato al vino perché il calcio eroso dalla bevanda potrebbe almeno parzialmente essere bilanciato da quello presente nel formaggio.

In conclusione, un bicchierino di vino fa bene alla salute! Il che non si traduce nell’invito a bere indiscriminatamente e in grandi quantità, anzi, meno si beve meglio è: però bere 2 grammi di alcol (contenuti in mezzo bicchiere di vino) una sola volta al giorno, per molti anni aumenta la vita, in media, di 4.7 anni rispetto agli astemi.

Per cui un bicchiere di vino all’aperitivo, se si segue un piano alimentare sano, o dimagrante, è concesso. L’importante è che al primo bicchiere non segua un secondo, condito dagli stuzzichini. Fate bene attenzione a non arrivare affamati all’aperitivo, per cui, lo spuntino del pomeriggio non va saltato, in modo da evitare la classica “abbuffata” all’aperitivo e sovraccaricare stomaco e fegato. Oltre alle quantità, state bene attenti a cosa mangiate. Generalmente all’aperitivo si trovano gli alimenti con più alto contenuto in grassi, quali arachidi, patatine in busta, condimenti vari, torte rustiche salate di vario genere.

Per cui basta ricordarsi alcune informazioni preziose: un grammo di alcol corrisponde a 7 Kcal, per cui ci si deve render conto che un bicchiere possiede 91 Kcal. Non bisogna mai cominciare l’aperitivo bevendo, ma va mangiato sempre prima qualcosa in quanto l’alcol è ipoglicemizzante, ossia induce a mangiare di più, e ad aumentare l’appetito. Ormai ai buffet degli aperitivi si trova di tutto e di più, per cui anche in queste occasioni si può scegliere di privilegiare il pesce alla carne, le verdure ai grassi. La fibra facilita l’assorbimento dei grassi e dei carboidrati in eccesso. Attenzione: le arachidi fanno bene, sono ricche di nutrienti “buoni” ma sono anche molto caloriche, per cui se andate matti per arachidi, noci, nocciole, noccioline, cercate di mangiarne 2-4 a colazione e lasciatele perdere all’aperitivo!