Abiti da sposa: da principessa sì, ma contemporanea

A sirena, con ruches o volant. Deve lasciare tutti senza parole, ma senza andare contro la personalità di chi lo indossa. Debutta l'abito-camaleonte. «Si tratta di un vestito che da lungo si trasforma in un corto a palloncino», dice il suo creatore Emiliano Bengasi. Ecco le ultime novità sul mercato

Moderne cenerentole, raffinate ed eleganti, o donne indipendenti dallo spirito glam-rock? Qualunque sia l’anima della sposa, nel giorno più importante della sua vita ognuna deve poter scegliere l’abito perfetto per sé. Ed ecco che la moda e gli stilisti più esperti ogni anno realizzano abiti sempre nuovi e al passo con i trend bridal. E, dal momento che, secondo i dati Istat, la tendenza a sposarsi aumenta di anno in anno (solo nel 2015 sono stati celebrati in Italia 194.377 matrimoni, circa 4.600 in più rispetto al 2014), il business richiama un gran numero di aziende e di addetti ai lavori che si dedicano 365 giorni all’anno alle esigenze della coppia che sceglie di “dire sì”.

Emiliano Bengasi e le sue spose

Nelle Marche ci sono aziende e atelier che possono accontentare qualunque donna, a qualsiasi prezzo. Da quarant’anni, ad esempio, l’atelier Dina Bengasi di Fermo pensa e realizza abiti da sogno e dettagli preziosi tutti ricamati a mano. Oggi Emiliano, figlio dell’artefice di tutto, la signora Dina, segue personalmente le spose e, tra ruches, pizzi e merletti, ha dimostrato il talento necessario a vincere il premio Wedding Awards 2017 nella categoria sposa e accessori. Quello che emerge guardando le sue creazioni è che quest’anno non c’è una rotta ben precisa da seguire. «Per la prossima primavera estate – spiega lo stilista marchigiano – la moda sposa si muoverà su due filoni: da un lato le linee avvolgenti stile sirena, dall’altro i volumi ampi e le gonne vaporose da principessa. La sposa principesca è sempre un mood seguitissimo, ma vanno anche le tute lunghe e sinuose, le scollature e le maniche in pizzo ad effetto tattoo, gli inserti in Swarovski e i bustini strettissimi. Non mi piacciono le vie di mezzo, amo gli abiti decisi e vesto spose di carattere. Questa è la mia collezione e così sono le mie creazioni». E, a proposito di abiti di carattere, Emiliano Bengasi ha pensato ad un vestito da sposa, brevettato nel suo atelier, per le donne che vogliono lasciare tutti a bocca aperta: l’abito-camaleonte. «Si tratta di una creazione molto particolare, infatti il vestito da lungo si trasforma in un corto a palloncino grazie ad una cucitura nascosta».

Dalla sartoria più raffinata ai grandi brand il passo è breve e le spose hanno solo l’imbarazzo della scelta. Le più aggiornate avranno notato che da qualche mese, ad Ancona, ha aperto i battenti Atelier Emé, brand del gruppo Calzedonia, specializzato in abiti nuziali e vestiti da cerimonia. L’attività ha già molto lavoro grazie anche al servizio sartoria incluso nel prezzo dell’abito. Una bella convenienza per chi guarda al portafoglio.

Atelier Emé Ancona

«Da noi molte spose vengono per l’abito lungo a sirena – spiega Serena, addetta alle vendite – oppure scelgono quello dal taglio classico, impreziosito da dettagli sfavillanti. Per quanto riguarda i colori vogliono sempre il bianco, ma c’è da dire che quest’anno stanno andando molto anche le spose in color cipria e rosa tenue, un po’ meno quelle in avorio».

E, se la protagonista è sempre lei, la sposa, c’è da dire che anche damigelle, mamme e paggetti al seguito non vogliono essere da meno in quel giorno speciale. «Le damigelle – prosegue – optano spesso per abiti con corpetti e gonne morbide in blu, rosso o verde smeraldo. Non amano più quei tagli eleganti che si usavano tempo fa, piuttosto prediligono qualcosa che possono riutilizzare anche in altre occasioni». Per le più eccentriche, poi, ci sono sempre gli abiti con scritte e applicazioni, corpetti dai dettagli neri un pò punk, o mantelle che donano quel tocco di mistero.

Un abito particolare griffato Atelier Emé

Richieste particolari? «Siamo qui per accontentare tutti – conclude l’addetta alle vendite – ma ci capitano avvolte richieste insolite. Ad esempio, alcune mamme che desiderano l’abito bianco, altre ancora che, al contrario, per non mettere in secondo piano la sposa, decidono di rimanere più anonime. Oppure alcune invitate che a Luglio prediligono la manica lunga per evitare zanzare e correnti d’aria!».