Videogiochi, Resident Evil 2: la recensione

Oltre un ventennio dopo la sua uscita, viene modernizzato e riproposto, diventando ancora una volta un titolo imperdibile per gli amanti del genere survival horror

 

Resident Evil (in Giappone il suo titolo è Bio Hazard) è sviluppato da Capcom, storica software house creata nel 1979. È stato il videogioco per eccellenza a render famoso e remunerativo in tutto il mondo il genere Survival Horror. La saga inizia il 22 marzo del 1996 e ha all’attivo oggi ben 23 capitoli, film, libri e merchandising di successo.
Resident Evil 2 è il remake dell’originale uscito nel 1998. Per avere un’idea dei numeri che muove questo colosso, sappiate che ha venduto più di 5 milioni di copie nell’anno 1998; il remake del 2019 ne ha vendute 4 milioni in una sola settimana. Il segreto del successo sono una trama coinvolgente e azione mista a rompicapi da risolvere per proseguire nell’avventura.

La storia si svolge dopo il primo capitolo dove Claire Redfield (sorella dell’agente speciale Chris Redfield, protagonista del primo capitolo) e il poliziotto Leon Scott Kennedy incrociano le loro storie per cercare notizie sul fratello di Claire e fare luce sugli strani eventi avvenuti a Raccoon City, dove esperimenti della Umbrella Corporation hanno dato vita a creature mostruose e mutazioni genetiche (da qui il nome originale Bio Hazard, espressione usata per indicare un materiale con rischio biologico). Due i protagonisti e due le storie. Una volta terminato il gioco con Claire si può iniziare di nuovo con Leon, in modo da completarne la trama.
Il remake tiene fede al tratto originale, viene giusto modernizzato un po’ l’ambiente e le nuove tecniche di grafica portano l’esperienza di gioco ad altissimi livelli. Si ha davvero l’impressione di essere protagonisti di un film hollywoodiano.

Ci sono vari livelli di difficoltà, il più facile di questi è adatto a chi vuole godersi lo svolgimento della trama senza troppo impegno: in questo caso le munizioni saranno davvero parecchie e la vita degli avversari molto bassa; rimane invariata la difficoltà dei rompicapi. La grafica è ottimizzata per la risoluzione massima 4K e colori HDR, anche l’audio è stato particolarmente curato e giocare con un impianto surround è il massimo per godere a pieno della suspense. Anche se non è consigliato, c’è da dire che immergersi nel videogioco a luce spenta permette di rimanere ancora più coinvolti durante i molteplici colpi di scena. La connessione internet in questo caso serve solo per scaricare gli aggiornamenti e alcuni contenuti extra ma se si gioca da soli e non è obbligatoria.

 

Per i temi trattati e la trama da film dell’orrore il gioco è giustamente vietato ai minori di 18 anni e gli altri simboli PEGI avvertono di violenza e parolacce, che fanno parte del genere e delle reazioni dei protagonisti agli eventi incredibili che si svolgono in quello che è uno dei migliori remake della storia videoludica.
Resident Evil 2 è un titolo assolutamente da avere.

Disponibile per Xbox One, Playstation 4 e PC.