Apollo 11 e sbarco sulla Luna: 50 anni di balle spaziali o verità?

Fu davvero allunaggio? Neil Armstrong calpestò davvero il suolo lunare? Sono molti quelli che credono che sia stata tutta una colossale montatura messa in scena dalla Nasa. Ecco cosa sostengono le teorie del complotto e la risposta dell'agenzia governativa americana

Sono passati 50 anni dalla missione dell’Apollo 11, quando nel lontano 20 luglio del 1969 il primo uomo in mondovisione posò il piede sul suolo lunare. Gli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins divennero eroi nazionali, l’allunaggio fu l’evento più importante del Novecento, Kennedy mantenne la promessa e gli americani vinsero la battaglia spaziale durante la Guerra fredda contro i russi.

Eppure sono molti quelli che credono che sia stata una colossale montatura messa in scena dalla Nasa, una gigantesca fake, con la complicità del governo degli Stati Uniti, per nascondere il fatto che in realtà gli astronauti sarebbero rimasti in orbita intorno alla terra per tre giorni prima di rientrare nell’atmosfera terrestre per poi procedere all’ammaraggio. Il web pullula di siti che forniscono prove di ogni tipo sul falso allunaggio con 24 milioni di risultati su Google e migliaia YouTube.
In America le teorie che parlano del complotto lunare sono riunite sotto il termine Moon Hoax (frottola della Luna).

In poche parole, secondo i teorici, le immagini degli allunaggi sarebbero riprese fatte in studio con l’ausilio di effetti speciali.
Vediamo insieme quali sono i punti salienti.
La teoria del complotto lunare appare nei media per la prima volta nel 1976 con il libro Non siamo mai andati sulla Luna (We Never Went to the Moon) dell’americano Bill Kaysing, in collaborazione con Rendy Reid. Kaysing, laureato in Lingua e Letteratura inglese (Bachelor of Arts) all’Università della California meridionale, dichiara di scrivere basandosi sulle proprie esperienze lavorative presso la Rocketdyne, un’azienda produttrice di motori a razzo. Il ruolo di Kaysing era però di supervisione nella stesura dei manuali tecnici, non progettuale, e terminò nel 1963, diversi anni prima delle missioni Apollo.

Allunaggio girato da Kubrik

Nel suo libro, Kaysing afferma che la tecnologia degli anni Sessanta non sarebbe stata sufficientemente avanzata da permettere un allunaggio con equipaggio; che la Nasa, a causa della cattiva amministrazione di quegli anni, non avrebbe potuto ottenere il successo dichiaratamente ottenuto, e che la motivazione di Nasa e Rocketdyne per fingere l’allunaggio sarebbe stata di natura economica.

Secondo Kaysing, l’incaricato a girare i filmati delle missioni sarebbe stato il regista Stanley Kubrick, già famoso per gli effetti speciali nel suo film 2001: Odissea nello spazio. L’incarico gli sarebbe stato assegnato sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento di un suo fratello “Raul” col partito comunista. Queste affermazioni contrastano però con il fatto che Kubrick non ha mai avuto alcun fratello, ma solo una sorella minore, Barbara Mary, nata nel 1934. Il filmato dell’allunaggio sarebbe stato girato alla Norton Air Force Base di San Bernardino. Un’ulteriore prova del fatto che Kubrick non ha mai girato il presunto film dell’allunaggio in alcuno studio cinematografico, sono le recenti dichiarazioni della figlia Vivian, che definisce la questione «una menzogna grottesca».

Quelle di Kaysing sono le prime affermazioni a carattere complottista sulle missioni Apollo ad essere pubblicate in un libro. Tali affermazioni sono ad oggi ritenute valide da alcuni sostenitori della teoria del complotto lunare. Nel suo libro A Man on the Moon, pubblicato nel 1994, Andrew Chaikin sostiene che teorie del complotto sugli allunaggi circolavano già ai tempi della missione dell’Apollo 8, nel dicembre 1968.

La bandiera che sventola

I teorici della cospirazione hanno notato che, durante la diretta televisiva, gli spettatori potevano chiaramente vedere la bandiera americana che aveva una forma come mossa da una corrente d’aria. Questo è chiaramente impossibile perché nello spazio non c’è aria. La Nasa afferma che la forma ripiegata è dovuta all’involucro in cui era contenuta la bandiera, che le ha dato questa forma prima di essere piantata. Un’altra spiegazione è la forza che gli astronauti avrebbero impresso alla bandiera nel posizionarla, che le avrebbe fatto assumere una forma irregolare.

Mancanza del cratere di impatto

I teorici della cospirazione affermano che, se davvero il modulo lunare fosse sbarcato sulla Luna, ci sarebbe un cratere da impatto sotto al modulo lunare che testimoni il suo atterraggio. Su qualsiasi filmato o fotografia degli sbarchi il cratere non è visibile, quasi come se il modulo fosse semplicemente posizionato lì sopra, senza aver prodotto alcuna forza. La superficie della Luna è coperta di fine polvere lunare, come evidenziato dalle orme degli astronauti, ma il modulo lunare non lasciò alcuna impronta.

La Nasa afferma che il modulo richiese una spinta significativamente minore per atterrare rispetto a quella necessaria per atterrare sulla Terra, e che quindi il cratere da impatto non avrebbe potuto formarsi. Inoltre, la superficie della Luna è di solida roccia, quindi non ci sarebbe potuto essere un cratere da impatto, come quando un aeroplano atterra sulla pista di un aeroporto.

Le ombre divergenti

Sulla Luna esiste una sola e fortissima sorgente di luce: il sole. È corretto quindi ipotizzare che tutte le ombre si muovano contemporaneamente in base al ruotare dei due pianeti. Questo però non è il caso delle ombre fotografate sulla Luna, che si proiettano con prospettiva diversa. I teorici della cospirazione suggeriscono che le sorgenti di luce dovevano essere obbligatoriamente più d’una, che non potevano essere spiegate se non con la ricostruzione in studio dell’ambiente lunare. La Nasa ha spiegato la cosa affermando che, tali differenze, sono dovute al paesaggio irregolare, a dossi e colline sulla superficie lunare che creano queste discrepanze.

Le fasce di Van Allen

Le fasce di Van Allen sono costituite da particelle cariche all’interno della magnetosfera terrestre, e si dispongono su più livelli sopra la superficie del nostro pianeta. Secondo i teorici della cospirazione, gli astronauti che passarono in queste fasce, attraversandole interamente, avrebbero dovuto esser “cucinati” dalle radiazioni. Non è inoltre infrequente che gli stessi satelliti odierni vengano danneggiati da queste particelle cariche.
La Nasa afferma che questa tesi non è reale, perché gli astronauti attraversarono soltanto per un breve periodo la fascia. Non hanno però spiegato perché le apparecchiature elettroniche non si distrussero, come accadde, ad esempio, in molti altri casi documentati.

Non si vedono le stelle

Un argomento dei teorici della cospirazione che trova ampio riscontro è la mancanza di stelle nelle fotografie fatte dalla Luna. Per la Nasa sarebbe stato impossibile ricreare la volta celeste, e quindi si decise di lasciare lo spazio completamente nero.
La Nasa affermò che le fotografie erano in bassa qualità, e che quindi non presentavano stelle a causa della mancanza di precisione della pellicola. Inoltre le condizioni di illuminazione impedivano di vedere le stelle, cosa che invece non accade con la Terra perché molto più vicina. Questo aspetto è forse il più controverso delle teorie cospirazioniste e “credenti”, perché alcune fotografie furono scattate in bassa qualità mentre altre furono fatte in alta qualità, sempre senza vedere alcuna stella.

La roccia con la “C”

È una delle fotografie più famose degli sbarchi lunari e mostra una roccia in primo piano con quella che sembra essere la lettera “C” incisa sopra ad essa. La lettera sembra essere quasi perfettamente simmetrica, il che significa che è improbabile che si tratti di una formazione naturale.
La Nasa diede giustificazioni contrastanti per la lettera, da un lato accusando uno sviluppatore fotografico di aver aggiunto la lettera per uno scherzo, mentre dall’altro affermando che si sia trattato soltanto di un capello caduto sopra la pellicola.

La conferenza stampa dell’Apollo 11
Nella conferenza stampa al ritorno della missione Apollo 11 in molti vedono nelle facce serie e nelle risposte stringate di Armstrong, Aldrin e Collins il disagio dovuto dalla certezza di aver preso parte a una messinscena. Ricordiamo che questi uomini sono appena tornati sulla Terra avendo appena raggiunto qualcosa che nessun uomo ha mai fatto prima! Eppure guardate i loro volti e il loro comportamento: sembra più che siano appena stati coinvolti in frodi e inganni e che conoscano la massiccia bugia con cui non possono vivere.

Conclusioni
Alle luce di tutte queste argomentazioni cosa dobbiamo pensare? In realtà sono molti gli studiosi e i debunker che hanno smontato punto per punto le teorie del complotto, per quanto possano essere affascinanti.
In Italia il più famoso è Paolo Attivissimo che nel suo blog ha dedicato un intero capitolo alla missione Apollo 11. Inoltre la Nasa ha messo online interi archivi con 8500 foto delle varie missioni, documenti e file che offrono la possibilità a tutti di informarsi e fare le dovute considerazioni sul caso.

Recentemente Buzz Aldrin in un’intervista ha risposto una volta per tutte alle accuse di Moon Hoax: «I russi, a quei tempi, avrebbero fatto qualunque cosa pur di smascherare un finto allunaggio… Basta guardare Google Moon e le foto scattate dagli orbiter lunari: ancora si vedono i siti di allunaggio delle missioni Apollo. E, addirittura, il percorso che Neil seguì fino al limitare del cratere, prima di rientrare nella navicella. Prove più valide di queste non ne esistono».