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Forest-bathing: i bagni di foresta che fanno bene a corpo e spirito. Ecco dove farli

Il rapporto con la natura del bosco è un'arte giapponese che dona benessere psicofisico. Praticarla periodicamente per due ore riduce i livelli di cortisolo nel sangue e favorisce la longevità

Da Pixabay-Cleandisel

Con “forest bathing”, letteralmente “bagno di foresta” si fa riferimento all’immergersi nei boschi, passeggiando e respirando aria pulita.

Si tratta di un’arte d’origine nipponica nata negli anni Ottanta, oggi diffusa in Europa come attività ricreativa capace di ridurre lo stress. Similmente a qualunque attività a contatto con la natura, agisce infatti sulla concentrazione di cortisolo nel sangue, riducendola e migliorando il generale benessere psicofisico della persona.

I “bagni di foresta”, in lingua originale giapponese “shinrin-yoku”, sono capaci di agire positivamente sul sistema nervoso anche grazie ai benefici apportati dalla flora. Gli alberi rilasciano infatti attraverso le loro foglie e il legno i monoterpeni e i fitoncidi, rispettivamente sostanze aromatiche e oli essenziali che proteggono le piante dagli insetti, capaci di migliorare l’ossigenazione degli organismi viventi.

Attualmente sono circa 5 milioni i giapponesi che praticano il forest bathing. Il massimo esperto in materia è Qing Li, immunologo, fondatore della Società di Medicina Forestale e autore dello studio titolato “Shinrin-yoku, immergersi nei boschi. Il metodo giapponese per coltivare la felicità e vivere più a lungo” (Rizzoli, 2018).

Ma dove fare forest bathing in Italia? Anche nel nostro paese esistono esperti e luoghi ad hoc dove praticare i “bagni di foresta”. Marco Mencagli e Marco Nieri sono studiosi che analizzano gli effetti benefici dello shinrin-yoku sull’essere umano. Inoltre in Italia esiste, dallo scorso dicembre 2018, l’A.I.Me.F., l’Associazione Italiana di Medicina Forestale.

Numerosi sono inoltre i percorsi italiani da nord a sud adibiti a questa pratica, in particolare oasi e bioparchi in Trentino, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Molise. Alcuni luoghi da conoscere per gli appassionati sono ad esempio le Valli del Natisone in Friuli, il Bosco del Sorriso all’interno dell’Oasi Zegna di Biella, il percorso del Respiro degli Alberi e quello dei Giganti a Fai della Paganella, ma anche il Parco Nazionale d’Abruzzo, la Maremma e i monti dell’Amiata in Toscana, la foresta di abeti bianchi di Camaldoli al confine con l’Emilia, il Parco Nazionale del Circeo in provincia di Latina, Castel Del Giudice e il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, in Molise.

In territorio marchigiano un luogo adatto al forest bathing è la faggeta di Canfaito, in provincia di Macerata. Qui vive il faggio più grande delle Marche, che sembrerebbe avere più di 500 anni. Questo luogo attira ogni anno moltissimi visitatori, in particolare nel periodo autunnale, per il caratteristico foliage della stagione, sebbene ciò possa periodicamente creare disagi legati al sovraffollamento.

Per chi volesse già iniziare “dietro casa” sarà sufficiente un luogo alberato dove passeggiare per un paio di ore, respirare aria pulita e sedersi ad ascoltare i suoni della natura.