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Alla ricerca di spazi. Ecco lo skateboard al giorno d’oggi

Con Matteo Saccomanno alla scoperta di una delle grandi mode mondiali. «Si potrebbe crescere ancora tanto, ma deve cambiare la mentalità»

ANCONA – Che siano le spiagge californiane degli anni ’40-’50 o le strade periferiche di una anonima città ad agosto poco cambia. Ovunque, se cercate bene, troverete un ragazzo o una ragazza a bordo di una tavola munita di quattro ruote. Lo skateboard nasce così, sulle strade, come una moda giovanile e con il passare del tempo si innova in tutte le sue componenti. La diffusione in Italia, in modo paradossale, si deve ad un servizio televisivo del programma Odeon andato in onda nel 1977.

Per capire oggi quanto lo “skate” sia ancora nella scala di gradimento ci siamo rivolti a Matteo Saccomanno di Tavola Calda BoardShop, tra i principali rivenditori anconetani: «Il dato di vendita è sempre in crescita, non a livello esponenziale ma costante. A mio parere potrebbe crescere ancora di più ma le dinamiche sono sempre abbastanza complesse».

Nelle città esistono strutture apposite dove andare sullo skateboard ma anche in questo caso si potrebbe migliorare ancor di più. «Ad Ancona l’unica zona comunale per praticare è lo SK8 Park del Q2. Un complesso costruito credo trent’anni fa, che con l’abbandono risulta ad oggi poco gradevole – aggiunge -. Purtroppo gli unici che si prendono cura del Park sono i ragazzi stessi che praticano, ma ovviamente non è sufficiente. Una struttura molto bella, moderna e curata è lo sk8 Park di Osimo, ad esempio. In alternativa, i ragazzi appassionati devono rivolgersi a strutture private, ad esempio il nostro negozio».

 

Cosa si può fare per permettere l’esplosione definitiva? In che modo Ancona, l’Italia possono ripercorrere seppur alla distanza ciò che accade in America dove lo skate è una costante della vita quotidiana per molti giovani? «Ovviamente lo skate viene vissuto dai ragazzi soprattutto in strada dove qualsiasi struttura cittadina si trasforma in una vera e propria struttura da skate, Purtroppo anche se sta crescendo è una crescita molto lenta, che andrebbe spinta molto di più. Le realtà sono molto poche, lo skate è ancora visto troppo poco come uno sport, ma troppo come un atto di vandalismo, di borderline. Prima di crescere deve cambiare la considerazione, sennò è dura»