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Jesi

Violentata e minacciata dal badante del figlio: «Se chiami i carabinieri ti brucio casa»

Condannato ad otto anni e dieci mesi un 30enne che ha abusato della sua datrice di lavoro. Il fatto è successo in Vallesina

Voleva più soldi per il lavoro di badante del figlio autistico e dietro il rifiuto della donna l’aveva violentata. Ieri è arrivata una maxi condanna per un tunisino di 30 anni, accusato di violenza sessuale aggravata, violenza privata e lesioni nei confronti di una ultra sessantenne italiana.

Il collegio penale ha condannato l’uomo ad 8 anni e 10 mesi oltre al pagamento di una provvisionale di 80mila euro e all’espulsione dall’Italia a pena espiata. L’imputato era collegato dall’abitazione della sorella a Frosinone, dove si trova agli arresti domiciliari. I fatti risalgono al 21 maggio del 2020, in una cittadina della Vallesina.

Era sera, l’Italia era piombata in piena pandemia, quando il 30enne ha iniziato a discutere con la donna. Voleva ancora soldi dopo il pagamento di una parte della prima mensilità come badante del figlio autistico della vittima. Lei gli aveva detto di aspettare, che lo avrebbe saldato a fine mese, ma lui l’aveva aggredita e violentata. Prima l’aveva scaraventata contro un armadio, poi costretta a subire un rapporto. «Non chiamare i carabinieri – l’aveva poi minacciata il tunisino – o ti brucio casa». Ma la denuncia la donna l’aveva fatta e l’uomo era stato arrestato.

Andata in pronto soccorso i medici la visitarono confermando nel referto la violenza subita. Nel processo la vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Nicoletta Cardinali. Il tunisino ha sempre respinto le accuse. Il pm titolare delle indagini, Irene Bilotta, ieri aveva chiesto una condanna a dieci anni.