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Jesi

Jesi, via Paradiso pericolosa per pedoni e ciclisti: «Fate qualcosa»

L'appello arriva da tre consiglieri di maggioranza, che hanno presentato una mozione per sollecitare l'amministrazione a intervenire a tutela dell'incolumità dei cittadini

Via Paradiso a Jesi

JESI – Auto a velocità elevata. Fra biciclette, corridori e passeggiatori. Sempre più persone scelgono la parte alta della città (Acquasanta, Tabano, Montesecco) per svolgere attività fisica. La maggior parte transita lungo via Paradiso per raggiungerla, strada in cui purtroppo gli automobilisti tendono a spingere sull’acceleratore, nonostante l’asfalto non sia ottimale. Tre consiglieri comunali di maggioranza si appellano all’amministrazione, affinché «studi, ricerchi e attui interventi che garantiscano la piena sicurezza per le persone che si trovino ad attraversare o transitare in via Paradiso, a piedi o in bicicletta».

«È importante assicurare il rispetto del limite di velocità lungo questo tratto stradale, in parte sprovvisto di marciapiedi e di adeguati spazi laterali per il transito dei pedoni e dei ciclisti e di piazzole di sosta per i mezzi pubblici esterni alla carreggiata – spiegano i consiglieri Matteo Baleani (Jesiamo) Michele Caimmi e Sandro Angeletti (Jesinsieme), che hanno presentato una mozione da mettere al voto in aula consiliare -. La strada comunale di Via Paradiso (ex strada Provinciale) è diventata negli anni un’importante via di accesso al centro cittadino per chi proviene dalla strada intercomunale San Marcello – Jesi, dalla Zona Acquasanta del comune di San Marcello, dal comune di Belvedere, dal comune di Montecarotto e dai comuni collegati alla strada “Arceviese”. Nuovi insediamenti abitativi si sono creati ai confini della città di Jesi, trasformando il tratto di strada in oggetto in un asse viario ad intensità di traffico medio-alta».

Otre all’aumento del traffico infatti, rimarcano i tre esponenti di maggioranza, «non sono state apportate nel tempo significative modifiche migliorative (cunette per deflusso acque meteoriche, ampliamento, rifacimento e manutenzione del manto stradale) né adeguamenti a piena garanzia della sicurezza delle persone e dei mezzi in transito (marciapiedi, attraversamenti pedonali, piazzole di attesa mezzi pubblici, smottamenti di terra, sterpaglie e rami ridondanti). Il tratto è già stato protagonista di diversi incidenti automobilistici. Sempre più persone della città di Jesi, anche in considerazione degli eventi Covid19, si trovano a percorrere a piedi o in bicicletta e per attività sportive tale tratto stradale».