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Jesi

Vallesina in lutto: muore a 67 anni Eliano Massi, imprenditore e sportivo

I funerali saranno celebrati giovedì 15 settembre nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe. La tumulazione al cimitero di Monsano

JESI – Una notizia tristissima sconvolge la città di Jesi e la Vallesina, oltre al mondo del calcio. Si è spento martedì Eliano Massi, 67 anni, ex dirigente d’azienda, imprenditore e sportivo. Originario di Monsano (dove ancora risiedono le sorelle) Eliano si era trasferito a Jesi con la famiglia, ma non aveva interrotto i rapporti con il suo paesino d’origine cui era rimasto legato affettivamente anche per lo sport: ex giocatore del Monsano Calcio, una volta appese le scarpette al chiodo aveva allenato la squadra ed era stato un punto di riferimento anche per altre società calcistiche del territorio.

Ex disegnatore della Meccanica Generale, recentemente era stato responsabile tecnico commerciale di una azienda specializzata in tecnologie ingegneristiche. Un personaggio molto conosciuto e stimato in tutta la Vallesina, sia per la passione sportiva che per la carriera professionale. Combatteva contro una malattia che ha affrontato con molta dignità e coraggio, restando sempre un esempio per i suoi familiari e un faro per quanti lo conoscevano. Ma si è dovuto arrendere. Martedì, l’epilogo di questa estenuante guerra. Eliano lascia nel dolore la moglie Patrizia Gregori, il figlio Luca, le sorelle Silvana e Lorella, i nipoti, i parenti e tantissimi amici. Ieri l’apertura della camera ardente presso la Casa del commiato David-Icof di via Salvemini, visitata da tantissimi amici e conoscenti. I funerali saranno celebrati domani pomeriggio (giovedì 15 settembre) alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe. Dopo la cerimonia funebre, l’ultimo viaggio verso il cimitero comunale dove Eliano riposerà. Tanti i messaggi di cordoglio postati in rete e inviati alla famiglia. «Una gran brava persona di cui ho un bel ricordo – dice con commozione il sindaco di Monsano Roberto Campelli – era originario di Monsano e ha dato tanto alla nostra società di calcio». «Tu riuscivi sempre a trovare la battuta giusta per sdrammatizzare qualsiasi situazione, per trasferire sicurezza per infondere coraggio – scrive il nipote – bastava una chitarra ed un pallone e riuscivi ad aprire un portale magico per accedere ad un mondo felice e sicuro. Mi mancherai perché ogni cosa ci parlerà di te».