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Jesi

Le vacanze, il Covid e il “pensiero magico” dei bambini. Ecco 5 consigli per vivere in famiglia le feste

Creare nuovi ricordi, nuove abitudini per trascorrere giornate serene nonostante le restrizioni e la pandemia. L'approfondimento con Roberta Cesaroni, mental coach e coach adolescenziale

children, technology and people concept - smiling boy with tablet pc computer at home over christmas tree background

Il Natale 2020 è alle porte e l’incertezza causata della situazione legata al covid-19 ci porta allo spaesamento. Questa atmosfera potrebbe cogliere impreparati non solo gli adulti ma anche i più piccoli, abituati a collegare il periodo festivo non solo all’attesa del calendario dell’Avvento, dei regali di Natale e alle decorazioni natalizie ma anche ad abitudini, incontri con parenti e amici e vacanze.

Il clima natalizio di oggi è ben diverso da quello di un tempo e viene sempre più anticipato dalle logiche commerciali e dai media. Si sta man mano snaturando del suo significato più semplice e profondo. Il Natale dovrebbe essere la festa della fratellanza e della condivisione. E potrebbe essere questo il momento opportuno per mettere in pratica il senso di insegnare ai bambini il rispetto degli altri dando loro esempio con un gesto di solidarietà.

Questo è il momento in cui lo stato d’animo dei genitori è importante. Trascorrendo tanto tempo insieme c’è il rischio che le vacanze diventino un pretesto di sfogo di conflitti e tensioni. È invece fondamentale che i genitori evitino di discutere di fronte ai propri bambini e colgano le vacanze come un momento di convivialità e di unione rispettosa di tutti i componenti della famiglia.


I bambini si sono adeguati alle restrizioni e stanno gestendo al loro meglio gli effetti della pandemia che si sono riversati su di loro dopo il lockdown. Per questo si meritano un Natale sereno, il più possibile simile a quello che hanno sempre vissuto.

Per loro il Natale è soprattutto il periodo di attesa che lo precede: preparare la letterina per Babbo Natale, allestire casa, li aiuta ad entrare nell’atmosfera anche se sono piccoli e non percepiscono il trascorrere del tempo. Più diventano grandi, più il Natale viene associato alla rimpatriata tra parenti, i nonni, al rivedere affetti lontani e all’incontro con persone care, oltre che al regalo.

Roberta Cesaroni, mental coach e coach adolescenziale

«In questo periodo di attesa la casa ma anche la scuola diventano un nido accogliente, pieno di luci, colori e decorazioni natalizie. Il bambino percepisce la festa che sta per arrivare nella sua stessa attesa e per questo il periodo che precede il Natale è importantissimo per lui».

Anche perché i bambini sono immersi nello stesso contesto sociale degli adulti e dunque sono “preparati”, forse più di loro. «I piccoli hanno una capacità adattiva che gli adulti faticano a tirare fuori. I grandi ragionano per schemi, a volte per preconcetti: i bambini invece hanno una mente più flessibile (vivono il pensiero magico). Sono immersi come noi nella stessa realtà ma si adattano più facilmente, sentono i genitori, ascoltano i telegiornali, hanno già il contesto a cui riferirsi per trovare la spinta ad adattarsi. E dunque non bisogna aspettarsi che per loro questo eventuale cambio di routine natalizia possa essere uno shock».

CINQUE CONSIGLI
Dire sempre la verità
Anche se gli adulti percepiscono nell’aria un’atmosfera che non promette nulla di buono, non si può associare questa capacità anticipatoria- spesso dettata dall’ansia o dalla preoccupazione – anche al bambino. «Meglio non anticipare nulla. Se però il piccolo pone una domanda diretta perché magari ha una routine natalizia ben definita e la aspetta con gioia (un viaggio, la visita ai nonni, la settimana bianca) bisogna sempre dire la verità, senza accentuare ansie o dare certezze».

No alle paure
Le paure degli adulti sono le paure dei bambini. E il fatto di non poter ad esempio riabbracciare i nonni o gli amici, di vivere nell’incertezza, non fa che acuirle. L’importante è non trasferirle ai figli se questi sembrano sereni.

Creiamo nuovi ricordi
Puntiamo sulla creazione di nuovi ricordi, nuove abitudini che il bambino associerà al Natale, anche se un po’ diverso dal solito.

Crea con i tuoi figli
La casa ha acquisito un nuovo valore durante il lockdown anche agli occhi del bambino, che ora lo vive come un rifugio ancora più di prima. Se la si rende più bella in vista del Natale acquisisce punti in più per viverla al massimo.

Mamma e papà ci saranno sempre
Una “lezione” che i genitori hanno imparato in quarantena e che il bimbo ha internalizzato. Senza riunioni di famiglia, senza vacanze e magari senza parenti o amici intorno, i piccoli hanno capito che la costante sono la mamma, il papà e magari i fratelli. Una chiave di lettura importante per capire che il Natale come lo conoscevamo potranno pure togliercelo, ma questa certezza non verrà mai scardinata. Loro devono sapere che l’amore di mamma e papà, la carezza non mancheranno mai.

Roberta Cesaroni
(cell. 345.1408208)
Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni Life Mental Coach – Coach Adolescenziale Spa&Wellness Coach Manager