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Jesi

“Una scelta di legalità”: l’IIS Marconi di Jesi incontra Bentivoglio, imprenditore che ha detto “no” alla mafia

All'incontro parteciperà il Procuratore Vincenzo Macrì, uno dei massimi esperti a livello internazionale di mafia e soprattutto di ‘Ndrangheta

Tiberio Bentivoglio

JESI – “Una scelta di legalità”. È il titolo dell’incontro web in programma venerdì 23 aprile alle 10:40 riservato agli studenti di 11 classi delle terze e quarte dell’IIS Marconi-Pieralisi di Jesi, nell’ambito delle iniziative inserite nel Piano dell’Offerta Formativa “Legalità e Cittadinanza Attiva”.

«L’obiettivo dell’incontro – spiega il dirigente dell’IIS Marconi Pieralisi ing. Corrado Marri – è quello di formare cittadine e cittadini consapevoli, impegnati nella società civile e promotori di comportamenti responsabili, di cultura della legalità e salvaguardia dei diritti umani». Un’occasione importante in cui i 250 studenti dell’Istituto potranno incontrare a distanza Tiberio Bentivoglio, imprenditore che ha detto no alla Ndrangheta e che collabora con l’associazione Libera contro le Mafie.

L’evento, già in programma il 3 marzo scorso, era stato annullato a causa del primo lockdown. Ma data l’importanza dell’iniziativa – già ospitata altre volte nell’Istituto nel corso degli anni – si è deciso di riproporla in modalità web.

Tiberio Bentivoglio, in collegamento da Reggio Calabria, è testimone di giustizia e vittima di mafia. Un intraprendente imprenditore calabrese che nel 1992 ha a che fare con la Ndrangheta che lo colpisce con furti, distruzione di mezzi con cui lavorava, bombe e incendi nella sua attività: il prezzo di aver detto no al pizzo. Viene anche ferito in un attentato il 9 febbraio 2011. Anni di paura, di coraggio, di ribellione che sono raccolti in un libro “Colpito” scritto dallo stesso Bentivoglio, oggi simbolo di tutte quelle persone che combattono per la legalità. Racconterà ai ragazzi la sua coraggiosa scelta di legalità: la scelta di un commerciante onesto di Reggio Calabria che si è ribellato alla ‘Ndrangheta e che da quasi 30 anni combatte con grande dignità le conseguenze di quella scelta giusta che rivendica, ma che per sempre ha cambiato la sua vita e quella della sua famiglia.

All’incontro, organizzato su piattaforma Teams, parteciperà il Procuratore Vincenzo Macrì, uno dei massimi esperti a livello internazionale di mafia e soprattutto di ‘Ndrangheta, già Procuratore generale della Repubblica ad Ancona e componente della Direzione nazionale Antimafia e della DDA di Reggio Calabria. Il Procuratore terrà un corso di formazione per gli studenti, propedeutico alle delicate tematiche che saranno trattate da Bentivoglio, mercoledì 21 aprile (dalle ore 9,40). Parlerà di “’Ndrangheta ieri ed oggi, usura e racket, corruzione; Collaboratori e Testimoni di Giustizia, Misure di Protezione”. Il Dott. Macrì guiderà gli alunni all’interno del mondo mafioso, illustrandone i metodi, le strutture, la forza corruttiva, le collusioni ma anche le vittorie e le sconfitte della magistratura nel contrasto alle mafie: i recenti arresti operati dalla DDA di Catanzaro e Firenze per ecomafia (inquinamento ambientale da rifiuti contaminati delle concerie del distretto conciario di Pisa), l’importante notizia di questi giorni della collaborazione di Nicolino Grande Aracri, capo indiscusso  delle cosche della Provincia di Crotone, colui che ha esportato la ‘Ndrangheta in Emilia Romagna (come dimostrato al  processo Aemilia) e le sempre maggiori iniziative di contrasto culturale alla ‘Ndrangheta da parte della società civile calabra saranno spunti importanti per una riflessione sulla ‘Ndrangheta e sulle mafie oggi.

«L’IIS Marconi Pieralisi da quasi un decennio aderisce a Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie – spiega la referente Legalità prof. Rita Armati – e promuove percorsi formativi (come quello con il Procuratore Macri), eventi (incontri con familiari di vittime di mafia come Simona Dalla Chiesa) e uscite didattiche (la partecipazione alle Udienze del maxiprocesso Aemilia all’aula bunker di Reggio Emilia e alla Giornata della Memoria delle vittime di mafia) con l’obiettivo di informare, responsabilizzare e crescere cittadini impegnati per il bene comune».