Un ciclamino per informare e guarire: a Jesi la campagna di sensibilizzazione sulla sclerodermia

Si tratta di un’iniziativa dell'associazione malati reumatici insieme a Gils Onlus (Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerosi Sistemica), all’interno di un ciclo di manifestazioni che si stanno svolgendo in tutt'Italia

Il banchetto informativo di raccolta fondi allestito all'ospedale Carlo Urbani di Jesi

JESI – Arrivano anche nelle piazze e negli ospedali delle Marche le “Giornate del ciclamino”, dal 22 settembre ai primi di ottobre. È possibile fare un’offerta che verrà devoluta alla ricerca sulla sclerodermia e ricevere in cambio una piantina di ciclamino.

Si tratta di un’iniziativa che il GILS (Gruppo Italiano Lotta alla Sclerodermia) sta portando avanti in numerose piazze e ospedali italiani, nella nostra Regione in collaborazione con A.Ma.R. Marche Onlus (Associazione dei Malati Reumatici delle Marche).

Hanno aderito anche alcune strutture Ospedaliere marchigiane, tra cui il Carlo Urbani di Jesi, dove grazie alla disponibilità del Prof. Walter Grassi della Clinica Reumatologica e del Dott. Marco Candella della Medicina interna, il 27 settembre scorso è stata data la possibilità a persone con fenomeno di Raynaud o sclerodermia già diagnosticata, di avere un colloquio gratuito col medico e di essere sottoposte a capillaroscopia (esame importante per la diagnosi precoce).

«Si tratta di un semplice esame, in cui bastano una goccia d’olio e un microscopio per esaminare i capillari ed avere informazioni importanti sullo stato di salute del paziente», spiega la dottoressa Patrizia Blasetti, reumatologa e rappresentante di A.Ma.R. Marche, in riferimento alla capillaroscopia. «In normali condizioni i capillari sembrano tante forcine affiancate, mentre nella sclerodermia così come in altre malattie autoimmuni definite connettiviti, si presentano diversamente. La capillaroscopia è un accertamento fondamentale per la diagnosi precoce».

Con queste parole la dottoressa Blasetti definisce la sclerodermia, ancora poco nota al largo pubblico: «È una malattia autoimmune che colpisce soprattutto le donne giovani e che è non solo potenzialmente invalidante, ma può mettere in pericolo la vita di chi ne soffre. I suoi bersagli sono non solo la pelle che diventa rigida, simile al cuoio, ostacolando i movimenti quotidiani, ma anche organi vitali come polmoni, cuore e intestino. Se con bruschi abbassamenti di temperatura le vostre mani sbiancano, assumento un pallore cadaverico, rivolgetevi al Medico di medicina generale che, dopo aver prescritto alcuni esami di laboratorio necessari alla diagnosi, vi invierà dallo specialista».

A tutt’oggi non è ancora stata scoperta una terapia risolutiva per la sclerodermia e i fondi raccolti verranno utilizzati per istituire delle borse di ricerca per nuove cure.