Moreno Pieroni contro la chiusura di filiali Ubi nella regione

Il gruppo bancario ha fatto sapere ai sindacati che nei prossimi mesi saranno chiuse 6 filiali e 18 minisportelli nella Macro Area Territoriale Marche e Abruzzo. L'assessore Pieroni annuncia un ordine del giorno in consiglio regionale con il gruppo "Uniti per le Marche"

Il quartier generale di Ubi Banca a Fontedamo, Jesi

L’assessore della Regione Marche Moreno Pieroni ha annunciato l’intenzione di presentare un ordine del giorno nella prossima seduta del Consiglio regionale sulla chiusura nelle Marche di alcune filiali e microsportelli di Ubi Banca nell’ambito del Piano di razionalizzazione e ammodernamento della struttura distributiva del gruppo.

Ieri, 11 luglio, il gruppo bancario aveva fatto sapere alle organizzazioni sindacali riunite a Bergamo che nei prossimi mesi saranno chiuse 76 tra filiali e minisportelli, iniziativa che coinvolgerà 6 filiali e 18 minisportelli nella Macro Area Territoriale Marche e Abruzzo.

Moreno Pieroni e Boris Rapa

«Questo – fa sapere l’assessore Pieroni – è il risultato di una politica scellerata che ha visto sparire Banca Marche e varie Casse che avevano sede nella regione, le poche rimaste insieme alle BCC, sono ormai gli unici riferimenti che tengono sul territorio. Ubi non può pensare di colonizzare la nostra regione a suo piacimento distruggendo un sistema bancario esistente e collaudato. Questo modo di fare va osteggiato, devono essere tutelati in primis i posti di lavoro e devono essere garantiti i servizi logistici all’utenza, così come Ubi aveva assicurato al suo insediamento. E su questi punti con il Capogruppo della Lista Uniti per le Marche Boris Rapa, presenteremo un o.d.g al Consiglio Regionale affinchè l’Assemblea si esprima in maniera chiara contro questo sciacallaggio e vengano tutelati i lavoratori ed i cittadini».

Giovedì scorso, 11 luglio, a Bergamo, si è tenuto l’incontro tra le organizzazioni Sindacali e le Relazioni Industriali del Gruppo UBI avente ad oggetto il cosiddetto “Transformation Plan”, ovverosia gli interventi organizzativi di prossima realizzazione che l’azienda ha dichiarato inserirsi nel «progressivo processo di semplificazione e razionalizzazione del modello operativo di Gruppo, sostanzialmente derivante dalle linee guida definite nel Piano Industriale 2019-2020».

Il Piano Sportelli vedrà la chiusura di 37 filiali e 39 mini-sportelli e la trasformazione di 38 filiali in mini-sportelli. Secondo quanto riferito dal gruppo bancario, l’iniziativa non avrà alcun impatto occupazionale per i circa 200 dipendenti interessati, ma i sindacati (Fabi First-Cisl Fisac-Cgil Uilca-Uil Unisin) hanno richiesto maggiori approfondimenti e si sono riservati di verificare «la coerenza degli interventi delineati con l’Accordo quadro sottoscritto in occasione dell’avvio del Piano Industriale».